Strutture residenziali per anziani, situazione sotto controllo

Nessun caso di positività al Covid19 si registra al momento nelle strutture residenziali per anziani, pubbliche e private, nelle quali sono state messe in atto tutte le disposizioni organizzative per tutelare ospiti e operatori.

Questo è quanto emerge dalla rassicurante risposta del presidente del Circondario Imolese, Matteo Montanari, alla lettera inviata unitariamente lo scorso 17 marzo da Cgil Cisl Uil, con cui si chiedeva un quadro complessivo della situazione in tutte le strutture del territorio, pubbliche, accreditate e private, luoghi ad alto rischio in cui contagio avrebbe potuto dilagare, come purtroppo è avvenuto in molte altre città.

L’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale, seppur con ritardi iniziali nella fornitura, è stato assicurato dai gestori e dall’Ausl di Imola, che ha monitorato bisettimanalmente i bisogni delle strutture per garantire forniture sufficienti anche se contingentate, per far fronte ad emergenze.

La chiusura anticipata delle strutture ai parenti, rispetto ad altri territori, ha garantito una maggior sicurezza ad operatori e ospiti, così come l’intervento dell’Unità Speciale di Continuità Assistenziale, sia sul versante domiciliare che nelle strutture residenziali, in sinergia con il Geriatra territoriale. Fondamentale è stata la decisione, condivisa fra Ausl e sindaci, di chiudere gli accessi da graduatorie e da dimissioni ospedaliere. Così come la convenzione con un hotel di Imola, finalizzata ad accogliere persone dimesse dall’ospedale in attesa di dichiarazione di guarigione.

«Siamo sollevati dal fatto che la situazione delle strutture sia quotidianamente controllata e che tutti i protocolli siano stati puntualmente messi in atto – afferma Mirella Collina, segretaria generale della Cgil di Imola -. Abbiamo chiesto in sede di Conferenza Socio Sanitaria Metropolitana, durante la videoconferenza dello scorso 8 aprile, che i controlli continuino in tutte le strutture pubbliche, accreditate e private. Un problema che questa pandemia ha fatto emergere in modo preoccupante è la scarsità di personale Oss nelle strutture. In un momento così delicato vediamo anche nel nostro territorio, unamigrazione” in favore di posti di lavoro nella sanità pubblica. E’ stato definito l’impegno della CTSSM di emettere un bando di ricerca di operatori sociosanitari per le strutture protette della Città Metropolitana per tentare di arginare il problema. Riteniamo però necessario, guardando in prospettiva rispetto alla sanità e al sociale, che vengano ripristinati i corsi per formare questa importante figura. Il lavoro di rete tra Distretto socio-sanitario, Ausl di Imola, medici e responsabili delle strutture sta funzionando e auspichiamo che l’attenzione al contenimento del contagio e la tutela delle fasce deboli perdurino anche nelle prossime settimane. Vigileremo affinché questo avvenga e pertanto chiediamo di essere periodicamente aggiornati. Ringraziamo tutte le operatrici e gli operatori che stanno svolgendo questa importante attività nelle strutture protette insieme ai nostri anziani e a casa delle singole persone».