Progetto Spi-Cgil “Diritti inespressi”, già 20mila euro recuperati per i pensionati

All’inizio del 2019 lo Spi Cgil di Imola ha avviato la campagna “Diritti inespressi”, per rilevare importi o integrazioni della pensione che l’Inps corrisponde ai pensionati solo su apposita richiesta.

Questo perché, da quando l’Inps non invia più a casa dei pensionati i prospetti annuali con gli importi della pensione (mod. ObisM), in tanti non conoscono più i dettagli della pensione percepita. La maggioranza dei pensionati, infatti, in particolare i più anziani, non ha modo di accedere al sito Inps con il computer. Si verifica di frequente che vi siano somme, a volte considerevoli, a cui i pensionati hanno diritto, ma non ne usufruiscono, non essendone a conoscenza.

Lo Spi, constatando la situazione e facendosene carico, ha avviato questa campagna in forma sperimentale in due leghe cittadine (Imola centro – Pontevecchio e Marconi-Zolino). I pensionati iscritti con le pensioni più basse (entro i mille euro) sono stati contattati e invitati in sede per le dovute verifiche.

Verifiche che hanno evidenziato come in molti casi i pensionati avevano diritto a ricevere dall’Inps degli importi aggiuntivi, ad esempio quote di quattordicesima, integrazioni al minimo, assegni e maggiorazioni sociali, bonus annuali, assegni al nucleo familiare, supplementi di pensione.

L’esito di questa attività, svolta dai volontari del sindacato pensionati in collaborazione con il patronato Inca Cgil, ha dato fino ad oggi ottimi risultati: sui circa 200 pensionati controllati e gli 86 appuntamenti fissati, per circa il 30% sono state attivate pratiche, tramite il patronato Inca, per richiedere il riconoscimento dei diritti mancanti sulle pensioni percepite. Duplice il risultato: un beneficio economico per gli interessati, circa ventimila euro complessivi, e la tutela degli iscritti al sindacato.

Visto che la sperimentazione ha dato un risultato così positivo, la direzione dello Spi territoriale ha deciso di estendere il progetto anche alle altre leghe del territorio, che si attiveranno appena avranno formato adeguatamente i volontari disponibili, con l’obiettivo di effettuare su tutto il territorio la ricerca sistematica dei diritti non riconosciuti, per tutelare gli anziani più fragili e senza lasciare indietro nessuno.