Balduini, la proprietà rifiuta l’incontro in Provincia: i lavoratori riprendono lo sciopero

Delusione e sconcerto, questi sono i sentimenti provati dai lavoratori della Balduini alla notizia che è saltato il secondo incontro al Tavolo convocato in provincia, inizialmente fissato per il giorno 16 aprile e poi rinviato al 24 aprile per favorire la partecipazione dell’azienda.

Lo sconcerto lascia spazio alla reazione quando si chiarisce meglio che la motivazione dell’annullamento del Tavolo è dovuto all’indisponibilità dell’azienda a partecipare in quanto dichiara di non essere pronta ad affrontare il tavolo e non sa quando lo potrà essere, motivi che riteniamo incomprensibili.

I lavoratori, conseguentemente, hanno deciso di riprendere lo sciopero dalla mattina di oggi 18 aprile, sciopero che avevano sospeso la settimana scorsa, dimostrando così la volontà di trovare quanto prima una soluzione condivisa in un secondo confronto.

Consideriamo il comportamento della proprietà non responsabile e non adeguato alla grave situazione che si è venuta a creare. Il problema principale è l’esposizione debitoria dell’azienda che a cascata ha prodotto il blocco della liquidità da parte delle banche e conseguentemente il blocco degli stipendi dei lavoratori.

Nell’ultimo incontro, avvenuto in data 28 marzo in Provincia, l’azienda ha esplicitato tutte le difficoltà economiche, proponendo come unica soluzione un eventuale piano economico ma tralasciando di affrontare le motivazioni che hanno portato a questa situazione. Cause che non sono imputabili al mercato visto che si lavorava abbondantemente su tre turni e di sicuro neppure ai dipendenti che hanno sempre svolto il loro lavoro anche quando l’azienda ha interrotto il pagamento della retribuzione.

I lavoratori rientrati la settimana scorsa, dopo aver sospeso lo sciopero, hanno trovato una persona (interinale) che lavorava alle macchine. Questo lascia supporre che l’azienda abbia sostituito i lavoratori in sciopero. Inoltre, i dipendenti hanno appreso la notizia che l’azienda ha trovato un nuovo appoggio bancario in sostituzione del precedente che gli ha permesso il pagamento di una retribuzione delle quattro arretrate a tutti tranne che alle persone che legittimamente, come permette la nostra costituzione, protestavano contro il blocco delle retribuzioni e alle persone che si sono dimesse nelle ultime settimane.

Riteniamo anche questo un comportamento illegittimo e discriminatorio da parte dell’azienda visto che a oggi sta ancora escludendo molte persone dal diritto di ricevere le proprie retribuzioni.

Questi comportamenti hanno portato molti dei dipendenti a decidere di dimettersi, nelle settimane scorse, anche se non avevano un’altra occupazione.

A oggi l’azienda sta ancora trattenendo i soldi dei lavoratori per una serie di retribuzioni e ci domandiamo, a questo punto, quale possa essere il motivo che porta l’azienda a farlo. Ci domandiamo come sia possibile permettere simili situazioni che vanno ad aggravare la già pesante crisi che colpisce il tessuto produttivo del nostro territorio.