Con la vendita del Plenty Market a rischio i posti di quattro lavoratrici

Si è svolto il  7 settembre un incontro tra la direzione del personale di Coop Adriatica e i rappresentanti sindacali di Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl per discutere dell’acquisizione del punto vendita imolese Plenty Market di via Emilia. «Contrariamente a quanto dichiarato dall’amministratore unico della società Albrea, che gestisce i punti vendita Plenty Market, a solo due delle sei lavoratrici attualmente impiegate nel punto vendita (gli addetti complessivamente erano 7 ma un lavoratore ha dato le dimissioni) è garantito il proseguimento del rapporto di lavoro, avendo in essere un contratto a tempo indeterminato – spiega Veruska Grementieri della Filcams-Cgil di Imola -. Coop Adriatica ci ha infatti informato di non aver nessun obbligo di riassunzione nei confronti delle altre lavoratrici, il cui contratto a tempo determinato scadrà prima dell’acquisizione».

L’articolo 2112 del Codice civile, che norma il mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d’azienda, stabilisce infatti che solamente il dipendente in forza al momento del passaggio di proprietà mantiene il rapporto di lavoro in essere. «Non si tratta affatto di un passaggio “indolore” come invece ha dichiarato alla stampa il dirigente di Albrea – continua Grementieri – in quanto la direzione di Coop Adriatica non assicura l’assorbimento di tutto il personale, avendo all’interno del proprio organico addetti che potrebbero essere impiegati nel nuovo punto vendita. Albrea, dal canto suo, non è interessata ad occuparsi del futuro occupazionale delle sue dipendenti a tempo determinato, nonostante abbiano contribuito all’andamento positivo delle vendite, anche assecondando la richiesta di flessibilità d’orario voluta dalla proprietà, pure la domenica. Riteniamo grave che nessuno si assuma la responsabilità di garantire l’occupazione alle attuali lavoratrici che a novembre perderanno il posto».

La Filcams-Cgil, alla luce di questo nuovo caso di precarietà occupazionale, torna ribadire la propria contrarietà all’ampliamento dell’orario di apertura dei negozi, anche nei festivi, perché ritiene che non sia questa la soluzione per creare una buona e stabile occupazione.

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