5° Osservatorio sull’economia e il lavoro nel circondario imolese

Ires.JPG-page-001Per il quinto anno l’Ires Emilia Romagna ha elaborato, per conto della Camera del lavoro imolese, l’Osservatorio sull’economia e il lavoro nel circondario imolese, che sarà presentato dal ricercatore dell’Ires Franco Amatucci e dal segretario generale della Cgil di Imola, Paolo Stefani, martedì 21 aprile, alle ore 17.30 al centro sociale La Stalla a Imola e giovedì 23 aprile, alle ore 20, alla Sala Sassi di Castel San Pietro.

Al primo incontro interverrà anche Domenico Olivieri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative, mentre al secondo sarà presente Fausto Tinti, sindaco di Castel San Pietro Terme.

«I dati forniti dall’Osservatorio dell’Ires – anticipa Stefani – confermano molte delle nostre preoccupazioni che da anni cerchiamo di mettere in evidenza. Dal 2009 ad oggi sono diminuite le imprese che operano nel circondario, in particolare è colpita la manifattura nel suo insieme e i servizi ad essa collegati, determinando un fabbisogno occupazionale di circa il 10 per cento in più rispetto al numero totale degli occupati. In sostanza per tornare alla situazione precedente al 2007 si dovrebbe intervenire per creare oltre 4.000 nuovi posti di lavoro, al netto delle variazioni demografiche».

La novità della quinta edizione dell’Osservatorio riguarda l’analisi dei dati della cooperazione e il primo dato che colpisce è che la crisi ha prodotto i suoi effetti, in ritardo rispetto alle altre forme di impresa, ma più duramente in termini di perdita di posti di lavoro in particolare nel settore industriale (-8,7% nel periodo 2009/2013).

«Se consideriamo – continua il segretario della Cgil di Imola – che i dati disponibili sono quelli fino al 2013, quindi prima della chiusura della Cesi e della crisi 3elle, alle quali dobbiamo sommare tutte le incertezze legate alle ristrutturazioni nel settore ceramico e alla vicenda del Mercatone, risulta evidente che siamo di fronte a un costante peggioramento dei dati occupazionali e che, ad oggi, non si vede ancora la fine. Serve un cambio di marcia che deve prima di tutto partire dalle azioni del Governo per mettere in campo investimenti pubblici e incentivare quelli privati, mentre invece apprendiamo dal DEF che delle 400 opere previste ne verranno finanziate solo 25 (di cui una sola in Emilia Romagna), oltre ad una politica a livello territoriale che promuova sviluppo e investimenti locali. Come Cgil di Imola – conclude Stefani – nel mese di maggio ne parleremo con gli addetti ai lavori in alcune iniziative pubbliche, che mettano proprio al centro queste problematiche perché crediamo che questo territorio abbia ancora nel suo dna delle potenzialità da mettere in campo e che serva uno sforzo da parte di tutti».