Circondario imolese, per Cgil e Cisl non c’è concertazione

Cgil e Cisl, insieme alle categorie dei pensionati, denunciano l’inadeguata applicazione del percorso partecipato, previsto dal Piano Socio Sanitario Regionale, in seno al Nuovo Circondario Imolese.

Se da un lato infatti era previsto un percorso partecipato, attraverso il confronto tra istituzioni, terzo settore, volontariato, associazionismo, imprese sociali, professionisti della sanità e del sociale e sindacati, per quanto riguarda il Nuovo Circondario Imolese “ormai da molti anni, salvo sporadiche fasi alterne, queste buone prassi – lamentano Cgil e Cisl – non hanno mai attecchito, tanto che ci troviamo, come sindacato, nell’impossibilità di poter rappresentare ai cittadini quali delle azioni previste siano state effettivamente messe in campo dalle istituzioni locali, Ausl, Comune e Circondario”.

“Riteniamo – proseguono i sindacati – fondamentale avere il quadro preciso delle risorse economiche e come le risorse economiche previste dal Fondo Regionale e Nazionale per la Non Autosufficienza siano state predisposte e implementate per fronteggiare i legittimi bisogni delle persone su salute, nuove povertà e inclusione sociale e lavorativa”.

Anche il Circondario imolese deve fare i conti con una popolazione che continua ad invecchiare, una persona su dieci residenti appartiene alla categoria degli over 75enni. Di fronte a questo quadro demografico ” è da molto tempo – proseguono Cgil e Cisl – che un produttivo confronto tra organizzazioni sindacali e amministrazioni locali langue e non raggiunge risultati concreti. E certamente il nuovo clima di conflittualità che ha caratterizzato ultimamente le relazioni tra gli Enti Locali ha avuto ricadute negative anche sull’organizzazione del Nuovo Circondario Imolese che deve invece essere il titolare della programmazione sociale e sanitaria territoriale”.

“Il confronto e la concertazione con le organizzazioni sindacali, sono- secondo Cgil e Cisl- fondamentali, poiché permettono di definire misure adeguate per i bisogni dei cittadini. Auspichiamo quindi che il nuovo assetto istituzionale apra un reale percorso di confronto e di concertazione con le parti sociali per ripristinare il corretto funzionamento dell’istituzione circondariale”.

“Fino a quando il nuovo assetto politico non sarà chiaramente stabile e certo, temiamo – sottolineano i sindacati – che i bisogni delle persone passeranno in secondo piano, perché non si è voluto, coinvolgendo il sindacato, fare un accordo su come gestire al meglio le risorse, correggendo anche le anomalie ora presenti nelle prestazioni sanitarie e sociali”.