L’arresto per violenza sessuale di un lavoratore ai danni di una nuova collega a Castel San Pietro Terme è un fatto gravissimo che dimostra che la violenza di genere colpisce anche i contesti lavorativi del nostro territorio. La minaccia rivolta alla donna di farle perdere il posto di lavoro, per imporle il silenzio, evidenzia poi come la ricattabilità lavorativa diventi un mezzo per impedire alle donne di denunciare.
Alla lavoratrice, che si è rivolta alle forze dell’ordine, va la piena solidarietà della Cgil.
Come Cgil ribadiamo il nostro impegno quotidiano per contrastare ogni forma di molestia e violenza dentro e fuori i luoghi di lavoro. Lo facciamo attraverso la contrattazione collettiva, i codici di condotta e gli strumenti di tutela contrattuale, garantendo la salvaguardia del posto di lavoro, l’estensione dei permessi retribuiti per le vittime e l’accesso a canali riservati di segnalazione. Continueremo inoltre a promuovere assemblee nei luoghi di lavoro, insieme ai centri antiviolenza del territorio, per sensibilizzare lavoratrici e lavoratori, affrontare apertamente il tema e ribadire l’importanza di non voltarsi dall’altra parte se si assiste ad abusi e di denunciare se si è vittima.
Le delegate e i delegati sono sempre a disposizione nei luoghi di lavoro per raccogliere segnalazioni, offrire supporto e garantire la tutela necessaria.

