Rivogliamo il futuro nelle nostre mani

 Leggi volantino One day 14 aprile 2011

Il Coordinamento Precari FLC CGIL Emilia Romagna ha provato ad agire, attraverso questa piattaforma, l’obiettivo di restituire al lavoro precario della conoscenza (Scuola, Università, Ricerca, Afam, Formazione Professionale) ciò che gli viene impropriamente sottratto e che crea diseconomia, infelicità delle persone, peggioramento del percorso formativo degli studenti.

Denunciamo lo sfascio della qualità della scuola pubblica nella nostra regione a causa dell’ultima tranche dei tagli della 133/08.

I tagli sono insostenibili sia per l’emergenza occupazionale che ne deriverà, sia per la qualità del sistema. Rispetto allo scorso anno, l’Emilia Romagna perderà 881 docenti in organico di diritto, per cui il contingente passa da 38.735 a 37.854 posti, e si profila un taglio di 606 A.T.A.. Questo dato va esaminato alla luce dell’importante aumento di iscrizioni: 7235 studenti in più ai quali vanno aggiunti gli alunni della scuola dell’infanzia. Seppure il taglio percentuale sia uno dei più bassi d’Italia, l’Emilia Romagna è già adesso la regione che ha un numero di alunni per classe sopra alla media nazionale. In definitiva, abbiamo circa 1 punto percentuale in più calcolate; questo sta a significare che avremmo diritto a circa 1.000 classi in più calcolati su tutti gli ordini di scuola.

Vengono disattese le norme dello Stato in merito alla formazione delle classi e alla sicurezza dei nostri studenti. Manca un progetto serio di revisione del welfare e di formazione per il ricollocamento del precariato della conoscenza. Occorre l’impegno congiunto dell’amministrazione scolastica e degli enti locali, a partire e dalla Regione, a monitorare la situazione e a condividere possibili soluzioni.

CHIEDIAMO

a livello nazionale:

la sospensione della terza tranche di tagli e un piano straordinario per la stabilizzazione di centomila lavoratori precari della scuola su tutti i posti vacanti e disponibili;

il superamento della distinzione tra organico di fatto e organico di diritto e attribuzione alle scuole di una dotazione triennale di organico funzionale per garantire la continuità didattica e la qualità dell’offerta formativa;

all’Ufficio Scolastico Regionale:

il rispetto rigoroso delle norme dello Stato in merito alla formazione delle classi e alla sicurezza;

l’impegno a chiedere una dotazione di organico aggiuntivo per rispondere alla richiesta di tempo scuola delle famiglie a partire dalla generalizzazione della scuola dell’infanzia fino alle superiori;

la cancellazione del fenomeno di occultamento di posti di lavoro realizzato frammentando le cattedre in tanti spezzoni orari. Questo artificio ha generato solo lavoro straordinario per i docenti di ruolo e disoccupazione per il personale precario. Alla ricomposizione degli spezzoni a posti interi deve corrispondere una generalizzazione della durata degli incarichi al 31 agosto. Ciò garantirebbe stabilità e continuità per gli studenti e farebbe risparmiare allo Stato circa il 2,5%.

alla Regione:

l’impegno a sostenere la richiesta di una dotazione organica aggiuntiva e a sostenere queste richieste al Ministero;

un tavolo di confronto sul tema del precariato.

Per accompagnare la piattaforma di tutti i settori del precariato della conoscenza, queste sono le nostre iniziative

“Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta”. Manifestazioni nelle principali piazze delle province.

giovedì 14 aprile: occupazione simbolica di tutti gli Usp della Regione. Richiesta di incontro con i Dirigenti degli Uffici Scolastici Provinciali affinché si facciano responsabilmente carico di rappresentare e di rispondere adeguatamente alle esigenze del territorio. Bologna ore 14,30 davanti all’ USP Via dè Castagnoli, 1

venerdì 6 maggio: sciopero generale. Una grande mobilitazione nazionale per protestare contro l’irresponsabilità di questo Governo, dare una scossa al Paese e riportare l’attenzione sull’emergenza lavoro.

Con queste iniziative il Coordinamento si propone di reagire per uscire collettivamente da una condizione di discriminazione che sembra ormai diventata la normalità. In ogni provincia i precari si mobiliteranno per parlare in prima persona e costringere la politica e la società a confrontarsi con la precarietà di lavoro e di vita che rende le nostre esistenze insostenibili.