Inizio anno scolastico: altro che “Buona scuola”

flc1Con dispiacere anche quest’anno assistiamo ad una confusione organizzativa che mette in difficoltà tutto il sistema scolastico ed in modo particolare gli studenti.
Non può questo Governo riempirsi la bocca di slogan e far credere che la sua riforma rappresenti un miglioramento sostanziale della scuola ed assistere allo stesso tempo, ormai da settimane, ad un continuo guazzabuglio di convocazioni per il personale Ata e docenti per permettere alla scuola di poter anche solo aprire i portoni il primo giorno.

Non è possibile che gli Uffici Scolastici siano sguarniti di personale, perché è con il loro lavoro che si permette la buona riuscita dell’avvio dell’anno scolastico.
Il primo giorno di scuola, importante per la vita degli studenti, ci siamo ritrovati con scuole del nostro territorio, come in tutta Italia, con il personale non totalmente assegnato e quindi con riduzioni in alcuni casi dell’orario. Un esempio è l’Istituto comprensivo di Borgo Tossignano, costretto ad effettuare nella scuola media per i primi 3 giorni un orario di 3 ore giornaliere per mancanza di personale.

Tutto questo non per colpa dei Dirigenti scolastici e neppure degli Uffici scolastici, ma a causa di una normativa farraginosa che scaturisce da persone che hanno poca conoscenza delle dinamiche della scuola.
Inserire infatti nella riforma L. 107, cosiddetta “Buona Scuola”, la chiamata diretta del dirigente scolastico ha ulteriormente peggiorato la situazione in quanto, oltre a essere umiliante per il lavoratore, ha scaturito errori e contraddizioni che come FLC avevamo già previsto al momento dell’emanazione della normativa.
Oggi è il quarto giorno di scuola e ancora non è stato assegnato alle scuole tutto il personale Ata, sia amministrativi che collaboratori scolastici, e questo causa difficoltà nella gestione delle aperture dei plessi e nella sorveglianza agli alunni.
Ogni ordine di scuola, che per effetto delle lungaggini del Ministero e delle procedure complesse alle quali vengono sottoposti, si trovano a non avere la certezza del personale attualmente assegnato, creando un disagio notevole alla scuola ed ai ragazzi. Inoltre, non sono stati assegnati ancora tutti gli insegnanti di sostegno che devono seguire i ragazzi con particolari difficoltà.

I lavoratori, oltre a essere in continuo movimento nelle scuole di tutta Italia, si vedono assegnare il ruolo o posto a tempo indeterminato nell’ambito territoriale e quindi con la chiamata diretta del Dirigente scolastico, che ogni 3 anni può decidere di “non aver più bisogno” delle capacità del docente e rimetterlo all’interno di questo contenitore territoriale.
Sempre i lavoratori della scuola vengono sottoposti a continue normative che decidono al posto del contratto nazionale, scaduto da oltre 6 anni, che il dirigente scolastico assegni bonus premiali ai docenti meritevoli, in base a criteri formulati da un comitato di valutazione, ma che nessuno ha la possibilità di verificare in quanto non vengono neppure pubblicati i nominativi e le quote di premio.
Come Flc Cgil abbiamo promosso un referendum proprio su questi aspetti della “buona scuola”, che di buona scuola non hanno proprio nulla, e abbiamo continuato la nostra lotta con diffide e ricorsi per contrastare queste procedure che non vanno certo a migliorare il funzionamento della scuola. Purtroppo quando un governo decide per legge e non ascolta nessuno, lavoratori e parti sociali, poi ci si ritrova in queste condizioni catastrofiche.

Mirella Collina
Segretaria Flc Cgil Imola