Difendi anche tu il valore legale del titolo di studio!

PARTECIPA AL CONTROSONDAGGIO PROMOSSO

DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE PER UN’UNIVERSITA’ BENE COMUNE

E DALLA CONVENZIONE NAZIONALE DELLA SCUOLA BENE COMUNE

http://www.di.unito.it/valorelegale

No alle Università solo per ricchi

 

Da alcune settimane il sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ospita un questionario sul valore legale del titolo di studio. Si tratta di un questionario truccato, perché è stato costruito in modo da portare ad un risultato scontato, quello di dire sì all’abolizione del valore legale.

 L’Assemblea nazionale per un’Università bene comune e la Convenzione nazionale della Scuola bene comune hanno deciso di proporre un loro questionario, trasparente e senza secondi fini, indicando esplicitamente gli argomenti di chi è favorevole e di chi è contrario all’abolizione. 

Con questa iniziativa si vuole offrire ad ogni cittadina/o della Repubblica la possibilità di esprimersi in modo diretto su un tema che riguarda il futuro del nostro paese e la qualità della nostra democrazia: garantire o meno l’uguaglianza di opportunità nella formazione scolastica e universitaria alle nuove generazioni.

Le Assemblee organizzatrici si sono già espresse negativamente sul tema dell’abolizione del valore legale del titolo di studio. La mossa del Ministro Profumo rientra nei piani del processo di privatizzazione dell’istruzione pubblica già in atto, come risulta evidente dal complessivo definanziamento di scuola e università; dall’adozione di sistemi di valutazione punitivi; dal sostanziale azzeramento del fondo per il diritto allo studio; dal blocco del turnover dei docenti e del personale; dalla chiamata diretta degli insegnanti; dai contributi “volontari” delle famiglie per l’ordinario funzionamento delle scuole; infine dall’aumento vertiginoso delle tasse universitarie.

Il risultato della cancellazione del valore legale del titolo di studio, in un paese come l’Italia, porterà con certezza in pochi anni a classificare i diplomati e i laureati solo in base alla scuola o all’ateneo di provenienza, e non alle loro reali qualità individuali. Verrà a realizzarsi così una divisione fra chi potrà permettersi scuole e università di serie A e chi non potrà farlo, per ragioni economiche. Si prefigura il ritorno a un passato che pensavamo ormai superato, quando i figli dei dottori facevano i dottori e i figli degli operai gli operai.

Per rispondere al questionario collegati a questo indirizzo: http://www.di.unito.it/valorelegale

Hai tempo fino al 15 maggio 2012, ma compila il questionario prima che puoi e diffondi la notizia tra tutti i tuoi amici e amiche!

 Assemblea nazionale per un’università bene comunehttp://unibec.temilavoro.it/?p=79

Convenzione nazionale della scuola bene comunehttp://www.urlodellascuola.it/