Turolla Danfoss non ritira i licenziamenti, ancora sciopero

fiomNel pomeriggio di martedì 15 marzo le organizzazioni territoriali, congiuntamente alla Rsu, hanno incontrato la direzione aziendale della Danfoss Turolla per confrontarsi sul rinnovo dell’integrativo aziendale scaduto a fine 2015 e inevitabilmente si è discusso della presunta riorganizzazione aziendale e della procedura unilaterale di licenziamento individuale per i tre lavoratori.

«Ad oggi l’azienda – afferma Stefano Pedini, segretario generale della Fiom Cgil di Imola – non è intenzionata a ritirare i tre licenziamenti e l’unica presunta disponibilità è quella di raggiungere un accordo economico individuale con i lavoratori per evitare una causa giudiziale, tra l’altro, con cifre esigue rispetto il possibile reintegro in caso di licenziamento discriminatorio. Per i lavoratori della Turolla e la Fiom Cgil, nonostante le dichiarazioni che tentano di rassicurare sulla correttezza dei licenziamenti rilasciate dai vertici aziendali al sindaco Tinti, le motivazioni addotte dall’azienda sono prive di qualsiasi fondamento oggettivo. Per questo motivo ci riserviamo di ricorrere anche per vie legali. Ma anche nell’ipotesi in cui la riorganizzazione avesse qualche fondamento, ci troviamo di fronte ad un’azienda che in sfregio ai contratti e alle leggi, nonché alle buone pratiche di relazioni sindacali, non ha voluto informare preventivamente le rappresentanze dei lavoratori e discutere con loro di possibili soluzioni condivise volte a tutelare tutti i posti di lavoro. Certamente – continua Pedini – non tranquillizzano le dichiarazioni del sindaco sulle possibili riorganizzazioni a più lungo termine della Danfoss, che sarebbero su base volontaria: innanzitutto perché si evince che tali riorganizzazioni ci saranno e oggi sarebbe utile capire come e per quali motivi; in secondo luogo, visto che in passato le riorganizzazioni hanno sempre visto un accordo su uscite volontarie, si conferma ancor di più il tratto discriminatorio di questa vertenza, volta a colpire i tre lavoratori. Per queste ragioni, dopo oltre 22 ore di sciopero articolato – conclude Pedini – nelle assemblee tenute ieri con i lavoratori si è deciso di continuare con la mobilitazione».