Paolo Stefani è il nuovo segretario generale della Cgil di Imola

Il nuovo Segretario della Cgil di Imola, Paolo Stefani

Il nuovo Segretario della Cgil di Imola, Paolo Stefani

Paolo Stefani è il nuovo segretario generale della Cgil di Imola. E’ stato eletto nel pomeriggio di oggi, martedì 26 novembre, a voto segreto dal Comitato Direttivo della Camera del lavoro imolese, alla presenza del Segretario generale della Cgil Emilia Romagna, Vincenzo Colla, e di Pietro Bellucci della Segreteria regionale, ottenendo il 73% di voti favorevoli.

Stefani succede a Elisabetta Marchetti, che il 9 novembre ha rassegnato le dimissioni da Segretaria generale della Cgil di Imola, anticipando di qualche mese la conclusione del suo mandato.

Paolo Stefani, 50 anni, diplomato, ha iniziato la sua attività sindacale nel 1988 come delegato della Cir Anthos, dove ha lavorato come operaio metalmeccanico specializzato. Entrato nel 1996 in distacco sindacale nella Fiom-Cgil imolese per occuparsi delle aziende artigiane, piccole industrie e della sicurezza nei luoghi di lavoro, nel 2002 ne è diventato il Segretario generale. Alla scadenza del mandato, trascorsi 8 anni alla guida del sindacato dei metalmeccanici, nel luglio 2010 è entrato a far parte della Segreteria confederale con l’incarico di responsabile di organizzazione e coordinatore dei servizi.

Attualmente la Segreteria della Camera del lavoro è composta oltre che da Stefani, da Mirella Collina, Franco Mingotti, Morena Visani.

«In questa fase complessa, il ruolo della Cgil è quanto mai centrale per far fronte alla situazione di difficoltà che vivono quotidianamente lavoratori, pensionati e famiglie – ha dichiarato il neoeletto Segretario generale della Camera del lavoro di Imola, Paolo Stefani -. Per questo credo sia necessario pensare ad un modello di organizzazione ancora più efficiente, in grado di tutelare le persone in modo tempestivo. Per riuscirci è fondamentale l’impegno di una squadra coesa che metta in campo un’azione collegiale sempre più incisiva nella difesa dei diritti individuali e collettivi. Occorre poi lavorare per ricostruire quell’identità che ha sempre caratterizzato il nostro territorio, a partire dai valori della cooperazione, per rivitalizzare il tessuto produttivo e sociale che purtroppo la crisi di questi anni ha impoverito».