Crisi aziendali nel territorio imolese, ammortizzatori sociali per oltre 10.500 lavoratori

Di fronte ad una pandemia come quella che stiamo affrontando oggi in Italia e nel mondo, l’obiettivo prioritario è quello di salvare più vite possibili e contenere il contagio, attraverso il potenziamento del sistema sanitario pubblico con un ampliamento dei posti letto in terapia intensiva, disponibilità di medici ed infermieri, dispositivi di protezione, ventilatori polmonari.
In un momento così difficile per il nostro Paese c’è stata una presa di coscienza collettiva e finalmente ci si è resi conto che il nostro sistema sanitario è l’unico che garantisce le cure a tutti in modo indiscriminato, nonostante i continui tagli di risorse da parte dei vari governi che si sono succeduti. Tagli che hanno colpito soprattutto il personale che per anni ha anche subito denigrazioni di ogni sorta, inducendo i cittadini a pensare che il servizio pubblico fosse inefficace e inefficiente.
Ora il nostro sistema sanitario viene considerato da tutti i Paesi il migliore, ma tutto questo lo dobbiamo ai professionisti che ci lavorano e che credono nella loro professione: dall’ausiliario/Oss fino al ricercatore.
Questa emergenza ci deve far capire, una volta per tutte, l’importanza della Sanità pubblica, potenziandola e valorizzandola insieme a tutto il sistema di welfare. Stanno emergendo nuovi bisogni nelle fasce più deboli della società e vecchie fragilità sociali che si sono accentuate in modo esponenziale.

Le conseguenze economiche e sociali di questa crisi saranno ingenti, anche perché è impossibile prevederne la durata.
Il nostro territorio, che già da diverso tempo dava segnali di difficoltà economiche e occupazionali, ora viene duramente colpito dall’impatto della crisi causata dal Covid19.
Dai dati aggiornati al 31 marzo 2020, relativi agli ammortizzatori sociali nel circondario imolese attivati con accordi sottoscritti dalla nostra organizzazione sindacale, risultano coinvolte 399 aziende per un totale di 10.565 lavoratori, di cui più di 8.059 in CIGO (Cassa integrazione guadagni ordinaria), 1.600 in FIS (Fondo integrazione salariale), 600 FSBA (Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato) e 306 in Cassa integrazione in deroga. Un numero in continuo aumento, viste le oltre 70 richieste che giornalmente arrivano alle nostre categorie di riferimento.

Un’esplosione che purtroppo continuerà ancora per diverso tempo e che vede la nostra organizzazione impegnata quotidianamente su queste procedure che garantiscono un sostegno economico ai lavoratori e alle lavoratrici. Riteniamo molto positivo l’accordo raggiunto tra le organizzazioni sindacali, la Regione e le banche per l’anticipo ai lavoratori delle somme dovute in attesa dell’erogazione da parte dell’Inps.
I settori più colpiti sono quelli del commercio (circa 130 imprese), le imprese metalmeccaniche 165 di cui 106 del settore artigianato, settore edile e legno (32 di cui 10 artigiani), il settore chimico ceramico con 18 imprese, settore agroalimentare con 4 aziende, 12 agenzie interinali, 4 trasporti, 7 cartografici. I primi ad essere in difficoltà sono stati in assoluto le scuole private (9), le cooperative sociali e le strutture private nidi e materne (7).
Una situazione mai vissuta nel nostro territorio che mette il nostro sindacato nelle condizioni di dover trovare strumenti nuovi per non lasciare da sole le persone, assisterle e tutelarle. Ci siamo tutti i giorni anche a distanza, attraverso risposte telefoniche e tramite email. In questo momento tutta la struttura, dai funzionari sindacali agli operatori del patronato e della società fiscale, agli addetti ai centralini, è impegnata su più fronti, sia per l’attivazione degli ammortizzatori, sia per l’invio delle domande per i bonus previsti dal governo.
Dobbiamo però pensare anche al dopo emergenza: elaborare percorsi di sostegno alle attività del nostro territorio, ora in ginocchio, per non perdere posti di lavoro. Un sostegno economico che deve arrivare necessariamente dall’Europa, dal governo ma che il territorio deve essere in grado di canalizzare queste risorse in progetti utili a consentire una ripresa collettiva sociale ed economica. Oggi più che mai è essenziale che tutti i soggetti coinvolti, istituzioni, imprese e sindacati lavorino insieme e uniscano gli sforzi verso un obiettivo comune. Per questo motivo accogliamo con favore l’invito del Commissario Straordinario del Comune di Imola alle organizzazioni sindacali e ai rappresentanti delle imprese del nostro territorio a non farci prendere dallo sconforto e reagire per il bene della città.
Come Cgil di Imola abbiamo immediatamente risposto al Commissario: noi ci siamo e ci saremo sempre per costruire insieme prospettive per il futuro.

Mirella Collina
segretaria generale Cgil Imola