Cnh, ancora incertezza sul futuro dei lavoratori

Nella mattina del 27 ottobre si è svolto un incontro in Unindustria a Imola tra i sindacati e la direzione della Cnh, che ha formalizzato alle Rsu l’avvio delle procedure per la mobilità, prevista dall’accordo siglato al ministero del Lavoro, lo scorso 21 aprile 2011, finalizzata al raggiungimento della pensione e all’eventuale ricollocazione presso altre aziende per una ventina di dipendenti.

«Si è trattato di un incontro interlocutorio – spiega Stefano Pedini, segretario della Fiom imolese – nel quale l’azienda ha fatto il punto sulla situazione del personale. Attualmente in cassa integrazione ci sono 124 dipendenti su 149 di cui 2 garantiscono la manutenzione all’interno dello stabilimento di Imola, 17 sono in trasferta presso altri stabilimenti del gruppo e altri 6 in sospensione dalla Cigs lavorano in altre aziende. Il 4 novembre è fissato un nuovo incontro per discutere nel merito della procedura, a partire dagli incentivi economici e le modalità per tutelare quei lavoratori che accettano il percorso dell’accompagnamento alla pensione, vista l’inaccettabile discussione sull’innalzamento dell’età pensionabile».

Sempre il 27 ottobre, nel pomeriggio, si è svolto un incontro in Regione, tra sindacati, rappresentanti della Provincia e della Regione (il Comune di Imola non era rappresentato) e la direzione della Cnh, finalizzato ad affrontare il tema del trasporto per i circa 80 lavoratori provenienti da Imola assunti nei mesi precedenti negli stabilimenti di Modena. «Abbiamo riscontrato la disponibilità da parte dell’azienda di affrontare il problema – riferisce Pedini -. Dal canto loro, le istituzioni si sono riservate di fare ulteriori verifiche, pur sottolineando la difficoltà economica causata dai tagli. Il confronto riprenderà non appena avremo ulteriori elementi».

La Fiom di Imola continua a sollecitare il rispetto degli impegni assunti sulla riconversione dello stabilimento Cnh di Imola. «Che fine hanno fatto i progetti sulla riconversione dello stabilimento? – chiede Pedini -. Il tempo è scaduto: chiediamo a tutte le istituzioni locali, provinciali e regionali di impegnarsi per trovare risposte concrete al fine di garantire la ricollocazione dei lavoratori in cassa integrazione e scongiurare la definitiva scomparsa dal territorio di un sito produttivo che occupava oltre 500 persone».