Poste Italiane, il 27 giugno sciopero e manifestazione a Bologna

Lettera aperta ai politici ed alle istituzioni

poste-page-001-1Nello scorso mese di Aprile le scriventi organizzazioni sindacali già avevano portato a conoscenza delle Istituzioni e dei politici eletti in regione della delicata situazione in cui versa Poste Italiane. (vedi lettera aperta del 26/04/2016, che si allega). In questo breve lasso di tempo sono purtroppo state prese due decisioni importanti che non potranno far altro che peggiorare ulteriormente una situazione già fortemente degradata nella nostra regione.
Ci riferiamo alla decisione del Consiglio dei Ministri che ha stabilito in un solo colpo di privatizzare completamente Poste: il 35% passerà sotto il controllo di Cassa Depositi e Prestiti, il restante 29,7% sarà quotato subito dopo l’estate, mentre il 35,3% è già in borsa dallo scorso Ottobre 2015.
Riteniamo come organizzazioni sindacali che tale grave decisione, sia essenzialmente dovuta allo scopo di fare cassa per arginare, seppure in minima parte, la voragine del debito pubblico ed ottenere maggiore flessibilità dall’Europa sul rapporto debito pubblico/PIL.
Le scriventi organizzazioni sindacali. non possono condividere tale grave decisione ed esprimono forte preoccupazione per il servizio universale del recapito, sopratutto nelle zone marginali del Paese e per il servizio sociale rappresentato dalla presenza radicata nel territorio dei piccoli uffici.
Le scriventi organizzazioni sindacali esprimono dubbi che il cambio degli assetti societari dovuti alle conseguenze di una privatizzazione selvaggia, mettano a repentaglio la tenuta occupazionale prevista dall’accordo nazionale del 25/9/2015. Una società completamente privatizzata (in CDP sono presenti anche le Fondazioni Bancarie) per la sua stessa natura guarderà principalmente al profitto, non tenendo in considerazione la socialità dei servizi e l’occupazione.
Inoltre è di questi giorni la notizia della decisone del TAR di Bologna che ha rigettato il ricorso dei piccoli Comuni della nostra regione, pertanto tale decisione permetterà a Poste Italiane di chiudere in via definitiva alcune decine di piccoli uffici.
Queste ultime importanti novità si inseriscono in un contesto già gravemente compromesso nella nostra regione. Le pesanti ristrutturazioni del settore recapito che in Emilia-Romagna sono iniziate lo scorso mese di Febbraio, introducendo la consegna a giorni alterni nella quasi totalità dei centri, con l’esclusione del capoluogo di regione, ha peggiorato notevolmente la qualità del servizio e messo in crisi l’intero settore del recapito. A dimostrazione di ciò Poste nonostante la sperimentazione abbia avuto inizio lo scorso Febbraio non ha ancora potuto distogliere le eccedenze per destinarle al settore della sportelleria, in quanto il taglio eccessivo non consente di farlo. Il tutto con conseguente criticità anche del settore bancoposta.
Per tali ragioni le organizzazioni sindacali non solo mantengono lo stato di mobilitazione, siamo al secondo mese di blocco delle prestazioni straordinarie, ma hanno proclamato una giornata di sciopero generale regionale di tutti i lavoratori postali della regione, con manifestazione in piazza Roosevelt a Bologna per il giorno 27 Giugno 2016, con la presenza dei Segretari Generali delle confederazioni regionali.
In tal senso le scriventi organizzazioni sindacali invitano gli Organi in indirizzo a farsi carico delle problematiche sovraesposte e a farsi partecipi delle stesse.
Infine, essendo la privatizzazione un problema di interesse nazionale, gli attivi nazionali unitari di categoria hanno proclamato lo stato di mobilitazione nazionale in data 16 Giugno.

SCIOPERO LUNEDI’ 27 GIUGNO E MANIFESTAZIONE REGIONALE A BOLOGNA, ORE 9 RITROVO PIAZZA XX SETTEMBRE

SLC-CGIL   Giuseppe Ledda – Loris Sermasi
SLP-CISL   Valerio Grillini
UIL-POSTE   Graziella Gieri
FAILP-CISAL   Walter Priori