Colpo mortale per i Patronati e per i servizi gratuiti che forniscono, tagli per 150 milioni di euro

safe_image.phpE’ ormai palese che il governo Renzi ha deciso di fare a pezzi i lavoratori, i loro diritti, la loro dignità e i loro rappresentanti. Tra le novità inserite nel disegno di legge di stabilità all’art.26 c’è un colpo mortale al fondo dei Patronati che, se approvata, verrà quasi dimezzato.
I Patronati forniscono ai cittadini servizi gratuiti che sono una parte importante del welfare di questo Paese, in collaborazione con l’Inps che in questo modo risparmia oltre 500 milioni di euro all’anno. Servizi, è bene sottolinearlo, che esistono grazie ai contributi previdenziali di 21 milioni di lavoratori e non sono finanziati con soldi pubblici.
Quindi i Patronati, come del resto l’Inps, non sono una proprietà del Presidente del Consiglio ma delle lavoratrici, dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati e se il governo intende chiuderli deve dire chiaramente che fine faranno le prestazioni gratuite che oggi vengono fornite in gran parte ai meno abbienti.
«Si tratta di un vero e proprio esproprio da parte del governo ai danni della parte più povera della popolazione, che alla fine si troverà costretta a pagare delle prestazioni che oggi ha il diritto di ricevere gratuitamente perché parte dei loro contributi versati – afferma Paolo Stefani, segretario generale della Cgil di Imola -. Il governo Renzi, oltre alla facciata degli annunci, taglia 100 milioni al Fondo per la non Autosufficienza, 100 milioni al Fondo per le Politiche Sociali, 150 milioni ai Patronati, dimostrando in tutta la sua arroganza per quello che è: forte con i deboli e debole con i forti, con la benedizione della Confindustria e la soddisfazione di Marchionne per “averlo messo là”. Appare ormai evidente che il governo ha deciso di usare la clava, o meglio, i manganelli contro i più deboli come ha dimostrato picchiando gli operai delle fonderie di Terni, ai quali va tutta la nostra solidarietà. La Cgil di Imola – conclude Stefani – sarà impegnata per impedire questo scempio dei diritti con una campagna di informazione nei confronti dei cittadini, delle Istituzioni e delle forze politiche per cambiare una manovra classista al solo danno di chi questa crisi la sta già pagando duramente e, nello stesso tempo, per promuovere una diversa idea dello sviluppo all’insegna dell’equità e della legalità».

Contro l’attacco ai patronati è stata avviata una petizione: è possibile firmare presso le sedi della Cgil di Imola oppure direttamente on line sul sito dell’Inca nazionale www.inca.it.