“Cambia il lavoro, cambia la Cgil”: Conferenza di organizzazione Cgil Imola

Conferenza-organizzazioneSono 130 i delegati che martedì 30 giugno parteciperanno alla Conferenza di organizzazione della Cgil di Imola, al centro sociale La Stalla di Imola. «Contrattare per includere, partecipare per contare: cambia il lavoro, cambia la Cgil» sono le parole d’ordine del documento di indirizzo alla base delle conferenze che si stanno svolgendo in tutti i territori e che culmineranno nella conferenza nazionale del 17 e 18 settembre a Roma.

A sette anni dall’ultimo appuntamento organizzativo, la Cgil ragiona sul proprio stato di salute e sui cambiamenti necessari per rispondere sempre meglio alle esigenze del mondo del lavoro e alle sfide della crisi, per integrare tutela collettiva e individuale, realizzare una contrattazione inclusiva di tutte le forme di lavoro presenti in azienda.

I lavori si apriranno alle ore 9 con la nomina della presidenza e delle commissioni e proseguiranno con la relazione del segretario generale della Cgil di Imola, Paolo Stefani, e gli interventi di Mirella Collina sulla contrattazione territoriale e sociale e di Domenico Giagnacovo su rappresentanza, proselitismo, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Alle 10.15 interverrà il presidente del Circondario imolese, Daniele Manca, e a seguire si aprirà il dibattito, che proseguirà nel pomeriggio. Verso le ore 16, le conclusioni saranno affidate a Mirto Bassoli della segreteria regionale Cgil Emilia Romagna.

«A fronte dei cambiamenti che hanno investito il mondo del lavoro negli ultimi anni e alla crisi economica con le sue ricadute sociali sempre più drammatiche – afferma Stefani – è necessario che un’organizzazione importante come la Cgil si fermi a riflettere su ciò che rappresenta oggi per progettare quello che dovrebbe essere domani, per ragionare su quali siano i modelli organizzativi più efficaci per rispondere alle esigenze dei lavoratori e dei cittadini. La fiducia che ogni giorno tante persone ripongono nella Cgil testimonia il bisogno di sindacato ed è per questo che dobbiamo essere in grado di misurarci con le crescenti sfide del nostro tempo».