7° Osservatorio sull’economia e il lavoro nel circondario imolese

SINTESI OSSERVATORIO

SULL’ECONOMIA E IL LAVORO NEL CIRCONDARIO DI IMOLA

Numero 7

di Carlo Fontani, ricercatore Ires Emilia-Romagna

  • I dati dell’ultimo Osservatorio dell’Economia e del Lavoro nella città metropolitana di Bologna mostrano per gli anni 2014 e 2015 un andamento economico di segno discretamente positivo nell’area metropolitana di Bologna;

  • La crescita stimata del PIL regionale per il 2016 dovrebbe essere stata dell’1,3%, così come quella attesa per il 2017. L’andamento regionale risulta leggermente migliore di quello nazionale. La ripresa della domanda interna regionale dovrebbe aver trainato la crescita nel 2016 ma dovrebbe perdere slancio già nel 2017;

  • Le stime per il 2016 nella Città Metropolitana di Bologna mostrano un incremento dell’1,4%. Per quanto riguarda le prospettive per l’anno in corso e per il 2018, le stime mostrano che la moderata crescita registrata nel 2016 dovrebbe permanere ad un ritmo però più contenuto sia per il livello bolognese che per quello regionale;

  • A sostenere la crescita del valore aggiunto nel 2016 è stato soprattutto il settore dell’industria (+2,6%) e dei servizi (+1,1%), mentre sia il settore dell’agricoltura che quello delle costruzioni avrebbero mostrato segni di sostanziale stabilità (+0,1%);

  • I trend dell’andamento congiunturale illustrano come il 2016 sia stato per Bologna un anno positivo, in continuità con il 2015, sebbene si evidenzi un peggioramento nella seconda parte dell’anno, soprattutto nel caso dell’industria in senso stretto e nelle vendite al dettaglio;

    • Nel settore delle Costruzioni si segnala a partire dall’inizio del 2015 un ritorno ad un saldo positivo tra chi registra un aumento e una contrazione del fatturato rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, dopo ben sei anni in cui si era mantenuto in territorio negativo. Anche il giudizio sull’andamento del settore, per quanto permanga in territorio negativo, presenta una netta tendenza di ripresa, sfiorando l’area positiva nel 2016. Questi dati sono in linea con le analisi specifiche sul settore, che mostrano una ripresa di dinamismo del mercato immobiliare, con un incremento delle compravendite soprattutto nelle maggiori città italiane tra le quali Bologna. Inoltre, a differenza del 2015, nel corso del 2016 la ripresa del mercato immobiliare e il ruolo svolto dagli incentivi alle ristrutturazioni hanno iniziato a produrre risultati anche sul versante occupazionale, dove mostrano quindi come il settore edile appaia in uscita dalla pesante crisi iniziata nel 2008;

  • Nel 2016 (dati provvisori) si registra un forte rallentamento del tasso di crescita delle esportazioni, che si ferma allo 0,7%. Questa dinamica, in linea con quella regionale, è largamente dovuta non tanto a criticità di natura locale ma piuttosto ad un rallentamento del commercio mondiale, già in atto dal 2012 ma acutizzatosi negli anni più recenti;

  • Continua a diminuire il numero di imprese attive sul territorio, -123 unità in meno rispetto al dato del 2015 (-238 quindi in un solo biennio). Le imprese del Circondario di Imola risultanti ancora attive a fine 2016 presso la Camera di Commercio ammontano a 10.893, ovvero il 12,8% delle imprese dell’intera Città Metropolitana;

  • Si conferma per il Circondario imolese il forte peso dell’imprenditoria individuale che da sola copre il 60% dell’intero tessuto imprenditoriale locale, quota questa decisamente più elevata anche del livello metropolitano (55,1%);

  • Ancora basso il peso dell’imprenditoria straniera (7,6%), che continua ad essere inferiore di quello dell’intera area metropolitana (10,9%) con un divario che è cresciuto nel periodo osservato;

  • Interessante, infine, il dato relativo all’andamento dell’imprenditoria femminile, che con le sue 2.182 unità pesa per il 20% sull’intero tessuto imprenditoriale circondariale. Tale dato è risultato in crescita su tutto il periodo osservato, a dimostrazione di una maggior tenuta di questa tipologia d’impresa, che ha visto dimezzare il divario con il contesto bolognese, di poco superiore (21%);

  • Ancora negativo, invece, l’andamento dell’imprenditoria giovanile che pesa per il 7,3% e che continua a calare anche nel 2016 , a fronte di un aumento a livello di Città metropolitana;

  • Migliore la performance delle imprese artigiane che diminuiscono meno velocemente di quelle non artigiane.

  • Si segnala, inoltre, per il 2016 la perdita di 10 cooperative sul territorio Circondariale, a fronte però di un aumento dei livelli occupazionali e di fatturato delle stesse.

  • Dopo l’anno “straordinario” (2015) indotto dalla decontribuzione per le assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato si assiste nel 2016 ad una flessione importante del numero di nuovi contratti (-5,2%);

  • I tempi indeterminati diminuiscono del 25,7% nel 2016 anche se è da sottolineare come questo calo non abbia prodotto un effetto retroattivo sulle posizioni di lavoro (saldi) create nel 2015: le circa 1.500 posizioni di lavoro a tempo indeterminato attivate nel 2015 sembrano aver tenuto, numericamente, anche nel 2016;

  • Le 1.102 le posizioni di lavoro generate nel 2016 (saldo avviamenti-cessazioni) sono risultate numericamente superiori a quelle dell’anno precedente, ma con caratteristiche strutturali molto diverse. Se le posizioni del 2015 sono prevalentemente a tempo indeterminato, e quindi con una maggior continuità contrattuale presunta e presumibilmente corrispondenti a “teste”, nel 2016 i saldi positivi sono spiegati prevalentemente dai contratti a tempo determinato, ovvero da forme discontinue e frammentarie di lavoro;

  • Il lavoro parasubordinato vive nel 2016 un rimbalzo positivo dopo un 2015 dove tutte le forme contrattuali avevano subito un effetto “spiazzamento” originato dalla decontribuzione prevista dalla Legge di Stabilità 2015.

  • diminuiscono non solo gli avviamenti a tempo indeterminato ma anche le trasformazioni verso un contratto a tempo indeterminato: in un solo anno si riducono del 40%;

  • Il trend delle assunzioni, anche in fase di contrazione denota un andamento migliore per la componente maschile che decresce meno di quella femminile (rispettivamente -3,8% e -6,6%);

  • Il crollo delle assunzioni a tempo indeterminato, che come ricordiamo aveva interessato praticamente solo i lavoratori italiani, si ripercuote anche sulla lettura per cittadinanza. La domanda di lavoro nel 2016 è diminuita più velocemente tra gli italiani (-7,5%) rispetto ai lavoratori comunitari (-3,6%), continuano invece ad aumentare gli avviamenti della componente extracomunitaria (+4,9%);

  • Superati gli effetti del contratto “piglia tutto” è venuta a mancare la convenienza dei “nuovi” tempi indeterminati, nel 2016 si assiste ad un ritorno a quelle forme contrattuali tradizionalmente più attente alla formazione del lavoratore. Tornano ad aumentare i contratti di apprendistato (+17,6%) e i contratti di formazione;

  • Continuano a crescere i contratti di lavoro somministrato che ormai costituiscono più di un quarto dei nuovi contratti attivati nel Circondario;

  • I 2/3 delle cessazioni riguardano la voce “fine rapporto a termine”;

  • Aumentano in modo consistente i licenziamenti per giusta causa (+39,3%) e i licenziamenti per giustificato motivo soggettivo, più che raddoppiati nel 2016;

  • Dal punto di vista demografico, si segnala una crescita zero in termini assoluti:

    • La popolazione però continua ad invecchiare con un indice di vecchiaia che si attesta a quota 170,6;

    • Continua ad invecchiare anche la potenziale base di riferimento occupazionale;

    • Anche per il 2015 per ogni 100 persone prossime all’entrata al lavoro scendono a 136 quelle prossime al’età pensionabile.

 SCARICA IL DOCUMENTO COMPLETO