Welfare, un’intesa nel segno dell’equità

Dopo aver prodotto un primo accordo lo scorso gennaio sui servizi residenziali (case di riposo), per effetto del quale gli aumenti tariffari assunti unilateralmente dal Circondario sono stati spalmati nel triennio 2011-2013, il percorso di concertazione tra sindacati e Circondario sui servizi socio-sanitari e assistenziali del territorio, riavviatosi a seguito della raccolta delle firme dell’autunno 2010, vede un’ulteriore intesa tra le parti, siglata il 10 giugno, sulla compartecipazione ai servizi di assistenza domiciliare e centri diurni. Con questo accordo si chiude una lunga e travagliata fase dell’iniziativa sindacale, comunque in tempo utile per l’avvio del processo di accreditamento transitorio, che prevede la stipula di contratti con i soggetti gestori dei servizi a partire dal 12 giugno. L’intesa raggiunta introduce nuovi elementi di equità nella compartecipazione ai costi dei servizi in rapporto alla capacità economica degli utenti, di protezione dall’inadeguatezza dell’attuale sistema di indicizzazione delle pensioni e di sviluppo del sistema di garanzia rappresentato dal servizio pubblico. nella direzione del sostegno alla domiciliarità. Si rendono omogenee le regole di applicazione delle agevolazioni, che riguardano oltre 400 utenti del servizio di assistenza domiciliare e meno di un centinaio quelli che usufruiscono dei centri diurni presenti nel Circondario.

 

COSA CAMBIA

  • viene elevata la fascia di esenzione da 5.000 a 7.000 euro di reddito Isee e da 15.000 a 16.000 la soglia che fa scattare la tariffa massima a carico utente ( € 11,40)
  • Nel calcolo delle soglie Isee non vengono conteggiati i redditi esenti (es. l’assegno di accompagnamento) con impegno di verifica nell’ambito di eventuali delibere regionali.
  • Si riconferma la tariffa personalizzata quale elemento di progressività con un abbattimento del 10% sulla tariffa del secondo operatore.
  • Si introduce un ulteriore abbattimento del 10% sulla tariffa personalizzata.
  • Viene fissato a 30 ore mensili il tetto massimo per la contribuzione utente a salvaguardia della necessità di maggiore intensità assistenziale (nella situazione precedente, seppure con tariffe differenziate non c’era nessun limite).

Dopo l’accordo sulle case di riposo che ha spalmato gli aumenti su un periodo più lungo, con questa intesa si chiude la contrattazione che riguarda il sistema delle rette e delle tariffe dei servizi rivolti alla non autosufficienza.

Rimangono aperti temi quali:

  • la regolamentazione degli accessi ai servizi;
  • la verifica del regolamento dei Comitati di vigilanza Asp, oltre al monitoraggio che si rende necessario nel percorso dell’accreditamento provvisorio.
  • la rendicontazione 2009 e 2010 e il Frna (Fondo regionale non autosufficienza) come previsto dalla Regione Emilia Romagna indicando le risorse a disposizione di tutti i soggetti coinvolti (Comuni, Asl, utenti).

 

Il segretario generale Spi Cgil di Imola

Daniele Dardi