BeniComuni, comunicato stampa FP e FILCTEM CGIL Imola

fp«Beni comuni o etichette?». Questo era il titolo che avevamo dato ad un ragionamento pubblico, basato su di una domanda, inviato alla stampa in riferimento ai contenuti ed alla qualità della discussione sindacale fatta poco tempo prima sul contratto integrativo dei dipendenti. A distanza di meno di un mese il mosaico perde altri pezzi e merita qualche considerazione aggiuntiva a quelle di luglio.

A noi BeniComuni non è mai piaciuto come modello, perché basato sulla gestione di un bene pubblico attraverso la costituzione di una Srl, forma caratteristica societaria delle aziende private, contro la quale avevamo a suo tempo intrapreso un’azione legale e che ad oggi mostra tutti i suoi limiti, sia per il problema legato alle nomine, sia per le criticità evidenti del suo modello organizzativo che non risponde, dal nostro punto di vista, alle necessità del territorio imolese e dei suoi abitanti.
Filctem CgilCosì come abbiamo più volte contestato il suo Amministratore Unico Loris Lorenzi, che ha spaccato il gruppo delle lavoratrici e dei lavoratori in due attraverso l’inserimento di due contratti di lavoro differenti e ha messo in disparte il gruppo afferente al contratto delle Autonomie Locali, che ha un premio di produzione più basso e non può ambire ad una valorizzazione perché tagliato fuori dal sistema per suo volere.

Dal nostro punto di vista quello della nomina è solo la punta dell’iceberg, i problemi stanno anche sotto, nelle fondamenta della società BeniComuni ed il timore è che all’interno di questa discussione, tutta incentrata a prendersi il merito delle dimissioni dell’Amministratore Unico, si perda di vista la questione del lavoro e della vertenza che abbiamo aperto.

Ricordiamo che BeniComuni è una società gestita dal Comune di Imola che, invece di premiare, come è giusto che sia, chi dona sangue e midollo osseo per il prossimo lo penalizza dal punto di vista salariale. Per questo abbiamo anche scritto all’Assessorato regionale alla Salute oltre che ad AVIS e FIDAS, in quanto il rischio che vediamo in questa dinamica è quello di aprire un fronte dannoso e pericoloso per la raccolta del sangue se esteso ad altre aziende del territorio. Stessa penalizzazione viene riservata alle mamme e papà in congedo per la nascita di un figlio.

Ricordiamo che Beni Comuni è una società che su un accordo scritto utilizza un indicatore, il MOL, per misurare somme del salario di produzione da erogare e che invece al momento del pagamento ne usa un altro con il quale le somme si riducono notevolmente, non rispettando l’accordo. Ed infine che sempre questa società paga con salari diversi persone che nella pratica quotidiana fanno le stesse cose.
Ci sembra ce ne sia abbastanza per andare oltre il problema della nomina e cominciare una discussione seria su come il Comune di Imola intende portare avanti la gestione di questo servizio. Per noi questi punti rimangono da risolvere. Ai lavoratori vanno erogati i soldi che gli spettano. Gli accordi sindacali vanno rispettati così come i lavoratori e le lavoratrici che quotidianamente si impegnano nella loro attività. Noi continueremo ad essere in campo nel merito dei temi sindacali al di là di chi ricoprirà nel futuro la carica di Amministratore di BeniComuni.
Per adesso auguriamo, senza retorica, un sincero in bocca al lupo a chi dovrà assumere la rotta di questa nave che oggi più che un transatlantico sembra un colosso con i piedi di argilla.

FP-CGIL e FILCTEM-CGIL Imola