Attesa di 30 giorni per gli esami del sangue a Imola

fpRiteniamo fondamentale esprimere il nostro punto di vista, in relazione alla giusta presa di posizione degli utenti riprese dalla stampa, in quanto reputiamo che le spiegazioni fornite dall’Azienda Usl di Imola non siano del tutto esaustive.

Il problema dell’allungamento dei tempi di attesa è tutto legato alle nuove tecnologie introdotte a novembre 2015, che hanno la potenzialità per lavorare solamente le provette degli utenti ricoverati all’interno dell’ospedale, per di più in un contesto in cui mancano quattro persone.

Questo perché nella gara degli acquisti per il laboratorio unico metropolitano sono state potenziate le tecnologie del Maggiore in virtù del fatto che lì andrà trasferita tutta la lavorazione degli utenti di Imola non ricoverati (esterni). In sostanza tecnologie e personale sono già tarate sul nuovo assetto organizzativo, ma la lavorazione delle provette degli esterni non è ancora stata trasferita e di conseguenza si allungano i tempi di attesa.
Come se in un supermercato che ha sempre lavorato con due casse aperte se ne chiudesse improvvisamente una. Il risultato sarebbe inevitabilmente l’allungamento della coda dei clienti che aspettano di pagare.

Ora, in questa situazione, il trasferimento della lavorazione degli esterni all’ospedale Maggiore di Bologna insieme al personale necessario, è l’unica via di uscita per accorciare i tempi di attesa, su questo non c’è dubbio. Abbiamo già ribadito che non siamo contrari a questo modello organizzativo, che comunque ci preoccupa per la gestione del personale che verrà trasferito a Bologna.

Ci preoccupa molto di più il rischio che da Bologna oggi qualcuno in questa situazione provi a forzare costringendo l’Azienda USL di Imola all’utilizzo della cessione del ramo d’azienda mettendola sul tavolo come unica soluzione possibile. Per intenderci, o cessione o code.
Partiamo con il piede giusto, diciamo noi, e non si forzi la mano. Esistono altri modelli organizzativi all’interno della nostra Area Vasta che funzionano anche senza la cessione di ramo, come ad esempio al laboratorio di Ferrara dove, attraverso una convenzione, l’Azienda Usl ha ceduto la lavorazione degli esterni al Polo di Cona che è l’Ospedale principale di Ferrara.

Invitiamo chi ha responsabilità politiche e tecniche, sia a livello regionale che a livello provinciale, ad una riflessione finalizzata alla costruzione di percorsi condivisi dal momento che tanto c’è da fare. Non contestiamo il merito del modello organizzativo, ma il metodo che si vuole utilizzare.

Annunciamo già fin da ora che sabato 5 marzo, nella mattinata, faremo un’assemblea cittadina sul tema dell’integrazione Imola-Bologna, presso la sala conferenze “BCC Città e Cultura” di Imola (cinema centrale), per rendere pubblico il punto di vista delle persone che lavorano dentro alla sanità imolese e per dare modo ai cittadini di Imola di dire la loro. Partiamo con il piede giusto.

Marco Blanzieri
Segretario generale Fp Cgil Imola