Pubblica Amministrazione: accordo separato …

Mirella Collina Segretaria della Funzione Pubblica di Imola e Isabella Sabattani Responsabile Enti Locali Funzione Pubblica Cgil pongono tre domande a CISL UIL e UGL

Con tutto il rispetto dovuto alle altrui opinioni, soprattutto quando ci si trova di fronte alle impegnative dichiarazioni di avere operato nell’interesse dei lavoratori, per la qualità dei servizi e per il bene dei cittadini, avanziamo alcune considerazioni e poniamo 3 precise domande agli “amici” di CISL UIL e UGL :

  1. Con l’accordo separato del 4 febbraio si è certificato di essere d’accordo con il Governo per far perdere ulteriore potere d’acquisto a milioni di dipendenti pubblici, moltissimi con stipendi intorno a mille euro mensili, tantissimi monoreddito (soprattutto nel Mezzogiorno), con un figlio ogni tre senza lavoro. Prendendo atto che il blocco ai contratti per i prossimi 3 anni lo considerate inarrestabile (senza peraltro porsi almeno il problema di un po’ di sgravio fiscale per il lavoro dipendente) quando comprenderete che la caduta dei consumi interni è questione non secondaria rispetto alla grave crisi del Paese?
  2. L’accordo separato sancisce un meccanismo premiale autoritario e gerarchico per cui ogni quattro dipendenti uno è bravo, due non fanno danni e l’altro è “somaro”! Come a dire che se in un Pronto Soccorso si concentrano in un turno due o più “somari”, si è fregati. Questa considerazione di chi lavora non cambia anche se si favoleggia di risorse aggiuntive. Il modello è sbagliato e dividerà i lavoratori anziché motivarli. Inoltre – non c’è mail limite al peggio – anche alcuni Enti del nostro Circondario stanno modificando, in assoluta concordanza con i ‘deliri’ del governo nazionale, i vari regolamenti allineandosi con questa mortificante controriforma. Per fortuna di chi firma a Palazzo Chigi, a livello locale, e, soprattutto, per ogni cittadino, nella stragrande maggioranza dei servizi pubblici si continuerà a pensare a salvare la vita alle persone o a espletare con coscienza la propria attività, invece di pensare – ci si “consenta” l’ardire – a queste stupidaggini. Ai sindacati firmatari, pertanto, chiediamo se si rendono conto delle umiliazioni alle quali sottoporranno i lavoratori ?
  3. E’ vero che mentre si stava lavorando tra le Categorie per un documento unitario su RSU, Contratti e Contrattazione integrativa si facevano incontri “segreti” (sic!) con il Ministro Brunetta per concordare alle spalle della CGIL? Una linea comune con un Governo dal tasso di credibilità – con tutto il rispetto per le Istituzioni – meno di zero e non più in grado di guidare l’Italia?

    Noi veniamo dalla cultura di Giuseppe Di Vittorio, per cui sappiamo di doverci impegnare quotidianamente per l’unità del mondo del lavoro perché divisi si è più deboli. Un grande sindacato come la CGIL non smarrirà mai questa strada. L’unità del mondo del lavoro riguarda tutti e quando si hanno difficoltà di sintesi non si procede per strappi o lavorando per delegittimare chi rappresenta milioni di persone ed è stato protagonista della storia democratica del Paese difendendo i diritti e la dignità di chi lavora.

    Il sindacato generale deve suscitare speranze e infondere fiducia, non deve accettare politiche di mero scambio che portano indietro le lancette dell’orologio. Abbiamo sulle spalle la responsabilità e l’orgoglio di rappresentare una parte fondamentale del valore primario della Carta Costituzionale: il lavoro. Ogni volta che si riducono diritti delle lavoratrici e dei lavoratori si strappa una pagina della Costituzione e si distrugge la credibilità della stessa.. Un sindacato generale deve sempre difendere i valori fondativi del sistema democratico. Per questo saremo nelle piazze della dignità del 13 febbraio:se non ora quando?”. Staremo tra le lavoratrici e i lavoratori con una campagna straordinaria di assemblee a partire dal 16 febbraio 2011 per costruire una grande mobilitazione generale.

    Leggi il volantino sull’accordo separato