La Flc-Cgil proclama un mese di sciopero. Domani, 12 febbraio congresso della Flc di Imola

flc1Dal 21 febbraio al 22 marzo, docenti, personale educativo e Ata si asterranno dalle attività aggiuntive retribuite con il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Una protesta proclamata dalla Flc-Cgil per chiedere al Governo lo stanziamento di risorse aggiuntive per coprire totalmente i costi degli scatti 2012/2013, visto che per il secondo anno consecutivo si andrà a recuperarle dal fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. A farne le spese, così, oltre al personale, sarà la qualità della scuola.

La continua e pesante riduzione di risorse destinate alla scuola sarà il tema al centro del congresso della Flc-Cgil di Imola, che si terrà mercoledì 12 febbraio, nella sede della Camera del lavoro di Imola.

Mirella Collina, segretaria Flc-Cgil Imola

«Gli emendamenti al documento congressuale “Il lavoro decide il futuro” presentati dalla Flc – spiega Mirella Collina, segretaria della Flc-Cgil imolese – vogliono proprio evidenziare e mettere al centro della discussione l’importanza dell’educazione per una società migliore e il rischio che comporta il depauperamento continuo delle risorse economiche ed umane che non consentono più un corretto funzionamento».

L’obiettivo è il ripristino del Ccnl fermo dal 2009, con il rinnovo sia della parte normativa che economica bloccata fino al 2015, la cancellazione del decreto legislativo 150/2009 che ha destrutturato il contratto nazionale e la contrattazione integrativa, la piena stabilizzazione del personale precario, avendo come riferimento il contratto a tempo determinato, per innalzare il livelli di qualità del lavoro nelle istituzioni della conoscenza pubblica e di conseguenza nell’istruzione ai ragazzi.

«Ad oggi alle scuole sono arrivate solamente la metà delle risorse riguardanti l’offerta formativa e come l’anno scolastico precedente si sta facendo largo nelle prospettive del Ministero e di altre organizzazioni sindacali l’idea che si debbano pagare gli scatti di anzianità con i fondi dedicati ai progetti che vanno a migliorare l’offerta formativa. Questi fondi erano già stati decurtati del 30-40% l’anno scolastico precedente per poter retribuire gli scatti (accordo non firmato dalla Fcl) e quindi in tutte le trattative già partite negli Istituti scolasti prevedono un forte ridimensionamento dei progetti rivolti agli studenti. In questo modo non si garantisce la qualità dell’offerta formativa riducendo la scuola ad un puro servizio scolastico di base».

Purtroppo l’incontro avvenuto il 30 gennaio con il ministero dell’Istruzione non ha dato riscontri positivi riguardo alle posizioni economiche del personale Ata. L’intenzione del Ministero è quella di procedere subito con il recupero in busta paga delle somme percepite per la prima e la seconda posizione da settembre 2013, tenendo sospese quelle percepite negli anni scolastici 2011-2012 e 2012-2013. Tutto questo perché le retribuzioni individuali lieviterebbero rispetto al decreto legge 78/2010.

«E’ insostenibile pensare che le persone possano lavorare gratuitamente e che si debba restituire i soldi per il lavoro già svolto – sottolinea Collina -. Dovrebbe essere una priorità mantenere queste funzioni per consentire la qualità dell’offerta formativa nelle scuole e garantire il mantenimento dei livelli nelle prestazioni essenziali agli alunni e nei servizi scolastici (soprattutto assistenza all’handicap)».

Per queste ragioni la Flc-Cgil ha proclamato lo stato di agitazione del personale della scuola con iniziative di lotta a partire dal blocco delle attività aggiuntive del personale Ata.

Il 14 febbraio, inoltre, sciopereranno anche i dirigenti scolastici per protestare contro la decurtazione del salario variabile.

«Un’altra situazione insostenibile è il ritardo nei pagamenti del personale precario per le retribuzioni, Tfr, ferie e i Pas (percorsi abilitanti speciali per svolgere la professione). La Flc – conclude la segretaria generale della categoria – è e sarà sempre un sindacato che lotta a fianco dei lavoratori per i loro diritti e per una scuola inclusiva e di qualità».