Sui 611 licenziamenti dichiarati dalla Berco, azienda della Thyssenkrupp il 1 agosto riprende la trattativa. Anche il destino dello stabilimento di Sasso Morelli legato all’esito dell’incontro

Affiancata da uno sciopero ad oltranza, partito il 25 luglio, che coinvolge tutti i dipendenti Berco (compresi i 33 dello stabilimento di Sasso Morelli, che ogni mattina effettuano un presidio davanti allo stabilimento) si è svolta l’ininterrotta dura trattativa, presso il Ministero del Lavoro nelle giornate di lunedì 29 e martedì 30 luglio, tra le organizzazioni sindacali, le istituzioni (al tavolo è sempre stato presente il Presidente della Regione Vasco Errani) e i vertici della Berco. Alle 23 di ieri sera (martedì 30 luglio) la trattativa è stata sospesa e riprenderà al Ministero del Lavoro domattina (1 agosto) alle 12, sospendendo il termine definitivo della procedura di mobilità scaduto oggi, per consentire alla multinazionale una verifica con gli azionisti tedeschi sull’ultima ipotesi presentata dal Governo, nella persona stessa del Ministro del Lavoro Giovannini, che prevede un piano per fronteggiare i 611 licenziamenti dichiarati dall’azienda (di cui la maggior parte nello stabilimento ferrarese di Copparo e 11 nello stabilimento di Sasso Morelli che ne decreterebbe di fatto la chiusura) costituito da un periodo di cassa integrazione straordinaria, mobilità volontaria e incentivata, proposta che inizialmente ha incassato il no dell’Amministratore delegato Lucia Morselli.

«E’ una vertenza molto dura ed estenuante – commenta Stefano Pedini, Segretario della Fiom imolese, che con Giuseppe Russo Rsu dello stabilimento imolese, è presente al tavolo ministeriale – che vede una posizione molto rigida da parte dei vertici dell’azienda tedesca che punta a non ritirare i licenziamenti. C’è tanta tensione e preoccupazione tra i lavoratori dello stabilimento imolese ai quali stamattina al rientro dalla trattativa ho presentato la situazione e che proseguiranno lo sciopero ad oltranza. Il destino di tante famiglie è legato all’esito di questa trattativa. La mediazione proposta dal Governo potrebbe dare una prospettiva anche allo stabilimento di Imola e quindi l’incontro di domani è decisivo. E’ evidente che la rottura della trattativa aprirebbe una fase di grande conflitto sociale nella nostra regione, in quanto i licenziamenti previsti sono insostenibili e colpiscono una delle aziende più importanti per la filiera della meccanica, come numero di addetti, dell’Emilia Romagna (oltre 2.000)».

Imola, 31 luglio 2013