Basta morire sul lavoro, i metalmeccanici scioperano

Fim-Fiom-Uilm-Giovedì 15 settembre la tragedia di Piacenza in un’azienda di logistica, il venerdì a distanza di poche ore una dall’altra la morte di un lavoratore all’Ilva di Taranto e quella di un lavoratore dell’Atac, azienda dei trasporti romana.

Dall’inizio dell’anno 500 lavoratori sono morti mentre lavoravano. È un dato inaccettabile, che rappresenta una situazione drammatica. Queste morti non sono mai la conseguenza della fatalità, ma sempre della mancanza di rispetto delle imprese per le procedure e le regole di sicurezza e, in generale, della inadeguatezza dei sistemi di prevenzione tali da assicurare effettive garanzie per i lavoratori.

Questa realtà è la conseguenza di un clima e di comportamenti che valutano la vita e il lavoro e le condizioni in cui si svolge come variabili dipendenti dagli interessi dell’impresa e del profitto.

I subappalti e la precarietà lavorativa peggiorano le condizioni di lavoro e aumentano le pressioni sui singoli lavoratori.

Per i lavoratori metalmeccanici un contratto nazionale che affronti queste tematiche vuole dire porre argine a questa situazione perché si rendono più forti i lavoratori nella difesa dei propri diritti e di una condivisa e diffusa cultura della sicurezza. Fim, Fiom, Uilm riconfermano il loro impegno per garantire un lavoro sicuro e con diritti e dichiarano la loro contrarietà a qualsiasi intervento che peggiori le norme sulla sicurezza. Il diritto alla vita di un lavoratore è un bene assoluto che nessuno può cancellare.

Per l’insieme di queste ragioni Fim, Fiom e Uilm proclamano per tutto il settore metalmeccanico un’ora di sciopero mercoledì 21 settembre (ultima ora di lavoro o nelle modalità decise dalle Rsu).

All’Hydrocontrol si terrà anche un presidio con assemblea davanti ai cancelli dell’azienda, dalle 12 alle 14.30.