Stop al caporalato. Al via la campagna Cgil, Fillea e Flai per una legge che punisca il caporalato

Le categorie Cgil degli edili e dell’agricoltura, Fillea e Flai, hanno presentato lunedì 24 gennaio a Roma, alla presenza del Segretario generale Susanna Camusso, la campagna “STOPCAPORALATO”, a sostegno della proposta di legge redatta dalle due organizzazioni sindacali per rendere il caporalato un reato perseguibile penalmente.
Attualmente, infatti, questo crimine, particolarmente diffuso in agricoltura e in edilizia, in cui sono coinvolti centinaia di migliaia di lavoratori, soprattutto migranti, privati di ogni diritto e ridotti in schiavitù, viene punito con una sanzione amministrativa di appena 50 euro.
Per combattere questo fenomeno, sempre più diffuso e sempre più controllato dalla criminalità organizzata, Fillea e Flai, insieme alla Cgil, propongono, quindi, al paese e alle forze politiche di inserire nel codice penale il reato di caporalato e di perseguire penalmente chi sottopone i lavoratori allo sfruttamento e alla riduzione in schiavitù.
La presentazione della proposta di legge si  è svolta il 24 gennaio presso il Teatro Ambra Jovinelli di Roma, in via Guglielmo Pepe 31, a partire dalle ore 9.30, con una tavola rotonda condotta da Paolo Serventi Longhi, direttore di Rassegna Sindacale, cui prenderanno parte i segretari generali di Flai e Fillea, Stefania Crogi e Walter Schiavella, il Procuratore Generale Onorario della Cassazione Pier Luigi Vigna, il membro del Consiglio Superiore della Magistratura Guido Calvi, il Presidente della Fnsi Roberto Natale, l’on. Cesare Damiano, la sen. Anna Maria Carloni.
Al termine della tavola rotonda, l’attore Giorgio Pasotti interagirà con due lavoratori – uno agricolo e l’altro edile – che hanno vissuto sulla propria pelle il caporalato e lo sfruttamento.