Posizione del sindacato in merito alla Coop Ceramica di Imola

Venerdì 7 giugno, presso il Circondario si è tenuto l’incontro richiesto dalle Organizzazioni Sindacali ai Sindaci di Imola, Faenza, Casalfiumanese e Borgo Tossignano territori dove sono collocati gli stabilimenti di Coop Ceramica, con l’obiettivo di fare chiarezza sulla reale situazione produttiva ed occupazionale di una delle maggiori imprese della ceramica e verificarne il piano industriale e lo sviluppo futuro; all’incontro era presente il Presidente ed i responsabili della cooperativa.

Alle Istituzioni (sindaci e Regione Emilia Romagna) l’azienda ha illustrato i dati del perdurare della crisi del settore ed il posizionamento di Coop Ceramica sia in termini di fatturato (in forte calo) che di investimenti ed innovazione di prodotti fatti in questi anni. L’Azienda ha inoltre dichiarato l’esistenza di centinaia di esuberi strutturali del personale determinati dal calo dei volumi (quasi 1/3 dall’inizio della crisi); dato questo, che l’azienda non prevede possa essere recuperato nei prossimi anni, anche per il progressivo esaurimento degli strumenti per tenere in equilibrio gli organici e l’occupazione (cassa integrazione; contratti di solidarietà; uscite volontarie con incentivi).

Le organizzazioni sindacali hanno espresso forte preoccupazione anche perché, pur conoscendo il dato generale di crisi del settore ceramico, l’impatto che avrebbe un tale drastico ridimensionamento occupazione ed industriale sui territori imolese e faentino sarebbe socialmente ed economicamente difficilmente assorbibile.

Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil hanno chiesto alle istituzioni di attivarsi per ricercare ed ottenere tutti gli strumenti di ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito capaci di accompagnare la riorganizzazione ed il necessario rilancio di Coop Ceramica. In particolare va garantita la cassa integrazione in deroga alla scadenza della CIGS ministeriale del 10 agosto, ed un periodo di copertura che consenta di riattivare i contratti di solidarietà dalla primavera del 2014; vanno inoltre verificate le condizioni per assicurare in questo periodo l’anticipo di cassa anche attraverso accordi territoriali con la banche.

All’Azienda si richiede pertanto l’avvio di un confronto immediato ed approfondito teso a definire futuri assetti del gruppo e garanzie occupazionali. Infatti, nei piani annunciati, l’azienda assume gli attuali bassi volumi produttivi come un dato di fatto ed inoltre prevede che nel 2013/2014 ci sia un forte rallentamento degli investimenti: unico nuovo investimento importante sarà il raddoppio della linea continua di Borgo Tossignano, mentre per il resto si prevede il puro e semplice mantenimento. Tali scelte avranno come conseguenza una contrazione dei metri quadri prodotti e conseguente negativo impatto occupazionale.

Le Organizzazioni Sindacali pensano viceversa che vadano verificate tutte le condizioni per il rilancio a partire da un riposizionamento nei mercati e nei prodotti più avanzati. A tale fine si rende necessario un intervento di ristrutturazione teso ad una migliore organizzazione del lavoro e migliore funzionamento degli impianti con l’obiettivo di contenere al minimo l’impatto occupazionale negativo.

Oggi c’è bisogno di idee nuove che superino e anticipino le normative del mercato del lavoro, per riuscire a continuare a tutelare i livelli occupazionali, anche con la consapevolezza delle comunità locali.

C’è bisogno di nuove strade per continuare essere una azienda competitiva e vincente sul mercato, ma anche una azienda che non vuole scegliere di lasciare del tutto senza lavoro gli organici in esubero rispetto alla produzione necessaria.

Per i sindacati dei lavoratori può essere possibile lavorare anche su una equa riduzione degli orari per salvaguardare al massimo l’occupazione.

I modi in cui declinare questa idea sono da definire insieme, sapendo che sarà faticoso e difficile, e che non sarà possibile se non si riuscirà a farla condividere da tutti i lavoratori, che vivono la preoccupazione per il posto di lavoro ogni giorno.

Le Organizzazioni Sindacali unitamente alle RSU chiedono all’Azienda di iniziare subito a ragionare sulle proposte, sugli assetti industriali e sulle normative che possono accompagnare la riorganizzazione e pertanto è già stato programmato un primo incontro in merito.

Nei prossimi giorni verranno organizzate le assemblee in tutti gli stabilimenti del gruppo.

 Filctem Femca Uiltec di Imola e Faenza      Cgil Cisl Uil     RSU Gruppo Coop Ceramiche