Io non costringo, curo

La Funzione Pubblica Cgil e la CGIL Medici anche nella nostra regione stanno promuovendo la campagna “Io non costringo, curo”.  Un appello che rivolgiamo al personale sanitario che opera negli ospedali e nel territoro dell’Emila Romagna per chiedere al Parlamento di fermare il disegno di legge “Calabrò”.  La nostra iniziativa che parte dai luoghi di cura e si propone anche di  sensibilizzare l’opinione pubblica su di un tema importante per una società come la nostra, attraverso una campagna informativa capillare peraltro sostenuta da prestigiosi esponemti della comunità scientifica.  

Il testo dell’appello

I medici e gli operatori sanitari non vogliono una legge che costringa a mantenere in vita con tecnologie straordinarie o sproporzionate chi ha deciso di rifiutarle in modo consapevole e non ha più una ragionevole speranza di recupero.
Non vogliono calpestare, per scelte legislative ideologiche, la deontologia professionale e la stessa Costituzione che garantiscono il rispetto della volontà dell’individuo sulle terapie da effettuare.
Non vogliono che l’idratazione e la nutrizione artificiale siano strumentalmente considerate nella legge come “pane ed acqua”, in contrasto con la comunità scientifica internazionale e negando l’evidenza della necessità per la loro somministrazione di competenze mediche e sanitarie.
Vogliono invece poter lavorare secondo scienza e coscienza in una alleanza terapeutica con la persona assistita, alla quale devono sempre essere garantite la dignità e la decisione finale.

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