Anticipo degli ammortizzatori, mantenere le condizioni esistenti

cgilÉ stato siglato lunedì 23 marzo in Regione il Protocollo Quadro per l’anticipo del sostegno al reddito (ammortizzatori sociali), nei casi in cui venga chiesto il pagamento diretto da parte dell’Inps, che sostituisce tutti gli accordi provinciali e territoriali.

«L’accordo precedente fatto al Circondario risale a marzo del 2009 ed è stato rinnovato ogni anno fino al 31 dicembre 2014 – spiega Paolo Stefani, segretario generale Cgil Imola – permettendo così a tante lavoratrici e a tanti lavoratori, circa 2.500, di avere in anticipo l’indennità di cassa rispetto ai tempi canonici di pagamento. Un accordo lungimirante fatto all’inizio della crisi, uno dei primi siglati in Regione, a prova del fatto che la solidarietà è un valore condiviso di questo territorio, che ha saputo reagire fin da subito alla devastazione che si stava prospettando. Oggi con la firma del Protocollo regionale siamo costretti a constatare che peggioreranno le condizioni di chi avrà la necessità dell’anticipo in quanto le condizioni economiche previste sono nettamente al di sotto di quelle che avevamo concordato a livello locale di circa il 30%, sono esclusi tutti i lavoratori del settore artigiano e non è prevista la dilazione dei mutui. L’anticipo degli ammortizzatori è uno strumento che ha permesso in questi anni a tanti lavoratori di non trovarsi in una condizione di indigenza quando, a fronte del calo degli ordini e all’attivazione della relativa cassa integrazione, si sono trovati ad affrontare una sospensione dal lavoro anche per periodi lunghi. Questo ha contribuito alla tenuta del tessuto sociale, oggi messo a dura prova dalle condizioni in cui versa la nostra economia locale – aggiunge Stefani – e dobbiamo lavorare per non peggiorarla ulteriormente. Chiediamo quindi che si attivi al più presto il tavolo di crisi, invitando le Istituzioni, le Banche del territorio e i soggetti economici che avevano condiviso tali scelte, per individuare soluzioni che permettano di non rompere quei legami sociali che da sempre caratterizzano questo territorio».