I voucher calpestano la dignità di chi lavora

Le dichiarazioni sull’utilizzo dei voucher rilasciate alla stampa da Amilcare Renzi (http://www.leggilanotizia.it/notizia/11758/confartigianato-i-voucher-sono-utili-e-funzionano-bene), segretario di Confartigianato Assimprese Bologna, lasciano francamente di stucco.

Stiamo parlando di uno strumento che era nato per regolare precise e molto limitate attività accessorie che coinvolgevano particolari categorie di utilizzatori (studenti, pensionati, inoccupati), mentre i dati ufficiali forniti da autorevoli soggetti istituzionali ne confermano un utilizzo a tutto campo e in tutti i settori, fino a totalizzare nel 2016 la cifra record di 150 milioni di buoni venduti (in crescita del 30% rispetto al 2015).

Vale la pena ricordare che a partire dal 2003 nel nostro Paese sono state introdotte una quantità di norme, tra le più vaste d’Europa, che regolano le assunzioni di lavoro.

Il risultato è che da ormai troppi anni il 70% delle assunzioni rientra nell’esercito dei precari che rappresenta uno dei principali problemi per i giovani alla ricerca di un futuro in cui pare impossibile entrare per progettare la propria vita.

Come se non bastasse, questa massiccia diffusione senza confini dei buoni voucher con i quali si compra, nella maggior parte dei casi, a un’ora alla volta il tempo di una persona e non la sua professionalità o il suo sapere acquisito sui banchi di scuola o la sua esperienza maturata sul campo, pone questo strumento oltre i confini di quello che tutti noi chiamiamo comunemente lavoro e con il quale emancipiamo la nostra personalità dentro la società.

Per questi motivi riteniamo che la normativa sui voucher deve essere profondamente cambiata per restituire la dignità al lavoro e a tutte le persone che per vivere devono lavorare, ricordando infine che la Cgil con la Carta dei Diritti Universali del Lavoro indica una proposta alternativa per riportare alla normalità il lavoro accessorio.

Paolo Stefani

segretario generale Cgil Imola