Fillea-Cgil Imola, rieletta la segretaria generale Sonia Bracone

soniabAl suo IX congresso,che si è svolto ieri martedì 18 febbraio, la segretaria generale della Fillea-Cgil di Imola, Sonia Bracone, rieletta alla guida della categoria, ha lanciato per l’ennesima volta l’allarme per la grave situazione in cui versa il settore delle costruzioni anche nel territorio imolese.

Continua, infatti, la perdita di posti di lavoro nell’edilizia, nell’industria del legno e arredo, nel cemento e lapidei. Solo nel comparto edile nel 2013 sono stati sottoscritti accordi di cassa integrazione, ordinaria o in deroga, in una settantina di azienda, per un totale di quasi 500 lavoratori a cui vanno aggiunti i 450 dipendenti della cooperativa Cesi, dove oltre alla cassa, è stato attivato un contratto di solidarietà. Le aziende fallite solo nell’ultimo anno sono sei per un totale di circa 50 lavoratori, a cui se ne aggiungono un’altra cinquantina che hanno perso il lavoro per cessazione o riduzione dell’attività. Ad allungare la lista potrebbero arrivare anche i 41 dipendenti della Edilcarpentieri che l’azienda vorrebbe licenziare.

Nel comparto legno lo scorso anno gli accordi di cassa integrazione sono stati una trentina per un totale di oltre 250 lavoratori a cui si aggiungono i 270 dipendenti della 3elle, dove è stato attivato il contratto di solidarietà. Sono una trentina gli addetti di questo comparto che hanno perso il lavoro per riduzione o cessazione dell’attività. Numero che non comprende i 49 dipendenti dell’ex Castelli che da gennaio 2014 sono entrati in mobilità.

Dall’inizio del 2013 nel settore laterizi e cemento sono stati sottoscritti accordi con tre aziende, attivando ammortizzatori per un totale di circa 100 lavoratori. Una quindicina hanno invece perso il lavoro per cessazione o riduzione dell’attività. Da gennaio 2014 sono andati in mobilità i 5 dipendenti ancora in forza alla Magnetti di Castel san Pietro che ha chiuso.

Infine, nel comparto lapidei i lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali sono all’incirca 25, mentre una decina non ha più un posto di lavoro.

I numeri descrivono una situazione drammatica per il settore delle costruzioni – commenta Sonia Bracone, segretaria della Fillea-Cgil di Imola – e purtroppo non si intravede una via d’uscita. Per alcune aziende il fatturato si è quasi dimezzato e si lavora sottostimando il valore di quello che si produce. Alla richieste delle aziende di tagliare il personale o abbassarne il costo cerchiamo di opporci e di difendere anche quello che si è conquistato con la contrattazione di secondo livello a livello economico e normativo. Non deve passare l’idea che la riduzione degli organici sia solo un problema sindacale, si tratta piuttosto di un problema sociale di cui tutti, aziende, istituzioni e politica, dovrebbero farsi carico. Tra l’altro crediamo che non sia ammissibile sottostare a piani finanziari di risanamento, decisi dalle banche, che pongono sempre come condizione il taglio del personale. Vanno trovate altre vie, non si possono ripagare i debiti sempre e solo sulla pelle dei lavoratori”.

La situazione già critica potrebbe ulteriormente aggravarsi a breve, quando Cesi e 3elle presenteranno il piano industriale. “In entrambi i casi lo scenario che ci è stato ipotizzato è pesante – afferma Bracone – ma cercheremo in ogni modo di tutelare i lavoratori e salvaguardare l’occupazione in attesa che si attivino al più preso delle politiche in grado di far ripartire il settore, innovandolo nella direzione della sostenibilità, che ci pare l’unica via da percorrere per tentare di uscire dalla crisi. La Fillea non crede che si debba procedere ad ulteriori cementificazioni, ma piuttosto intervenire sul patrimonio edilizio esistente”.