Fillea-Cgil Imola: ” Ci si deve occupare della riqualificazione e ricollocazione di chi il lavoro lo ha perso”

Logo-Fillea-Cgil-Apprendiamo favorevolmente dalla stampa che è stato definito un piano di sviluppo industriale che si concretizzerà nell’area Ex Castelli, azienda fallita definitivamente il 2 gennaio 2014, data in cui sono stati risolti tutti i rapporti di lavoro legati alla cassa integrazione straordinaria per crisi e cessazione d’attività.

A tal proposito, vista la crisi strutturale che stava imperversando nell’intero intero settore delle costruzioni, nel 2012 era stato istituito un tavolo di concertazione con l’Amministrazione locale, l’assessorato alle Attività produttive, i lavoratori e le parti sociali, per affrontare i temi legati alla ricerca del lavoro e alla riqualificazione professionale, attraverso piani formativi qualificanti, che avrebbero creato e rigenerato nuova e buona occupazione sul territorio.

«Chiediamo al sindaco di Imola Daniele Manca dove sono andati a finire quei propositi – dichiara Sonia Bracone, segretaria della Fillea-Cgil di Imola – e come mai non viene convocato nuovamente il tavolo di concertazione per ridiscutere di riqualificazione professionale e formazione, per dare quelle risposte che da tanto tempo i lavoratori rimasti senza lavoro si aspettano da parte dell’Amministrazione e della politica. Lavoratori che tra poco non potranno più contare su nessun tipo di ammortizzatore sociale, come nei casi di Cesi, Edilcarpentieri, 3elle, oltre alle tante altre aziende più piccole dell’indotto dell’edilizia che sono fallite o hanno cessato l’attività, lasciando dietro di sé una lunga lista di disoccupati e cassintegrati. Nel silenzio sono fallite aziende e cooperative storiche del settore delle costruzioni, ma riteniamo che non si possa continuare a tacere sugli effetti drammatici che ne sono derivati e dilagano nella nostra realtà, dove migliaia di lavoratori e lavoratrici sono in attesa di un’occupazione e dove il livello di povertà delle famiglie aumenta di giorno in giorno, con rischio di aprire una profonda crepa sociale difficilmente rimarginabile. E’ opportuno, pertanto, richiamare all’attenzione delle Istituzioni l’allarme che la Fillea-Cgil da anni sta lanciando rispetto all’emergenza lavoro, che deve essere la priorità. Non ci si può impegnare solo sulla ricerca di una nuova “imprenditoria di successo”, ma ci si dovrebbe anche concentrare sull’attivazione di strumenti formativi, qualificanti e mirati, finalizzati alla ricollocazione e alla riconversione professionale di migliaia di lavoratori in attesa di occupazione, che il lavoro lo hanno perso. Non ci si può dimenticare di loro e considerarli passato! E su questo la Fillea-Cgil ha sempre fatto la sua parte, attraverso gli strumenti in suo possesso, ma occorre anche la partecipazione e l’impegno di tutte le parti sociali e politiche del territorio.