Consigliera comunale di Dozza denigrata perché deve andare ad allattare

Giovedì 30 marzo abbiamo partecipato come uditori, insieme alle altre organizzazioni sindacali, al consiglio comunale di Dozza con l’obiettivo di ascoltare quanto il Sindaco, la Responsabile dell’Ufficio di Piano e il Direttore Generale Ausl, potevano dichiarare in merito alla conversione della struttura residenziale per anziani in una comunità alloggio per pazienti con disturbi cognitivi.

A prescindere dal fatto che non condividiamo la scelta di ridurre i posti letto residenziali per anziani e che se davvero esiste la necessità di una struttura di tipo diverso nel territorio, come dichiarato in consiglio comunale, si sarebbe dovuto aprire una discussione in Circondario imolese rispetto all’utilizzo dei fondi della non autosufficienza, vogliamo segnalare quanto accaduto in consiglio comunale.

Dopo l’illustrazione del progetto da parte dei “tecnici” è stata data la parola ai consiglieri comunali per i loro interventi in merito. Ad una consigliera è stata data la precedenza da una collega per permetterle di assentarsi dal consiglio comunale per andare ad allattare. Sono subito partiti sorrisini da parte dei consiglieri, uomini e donne, che hanno disgustato tutto il pubblico presente. Ma c’è di peggio: una consigliera comunale, prendendo la parola, ha esordito affermando che “le donne usano il tiralatte e il biberon e continuano perciò ad andare a lavorare”, evidenziando il fatto che era inopportuno assentarsi per andare ad allattare.

Come Coordinamento Donne della Cgil e dello Spi, invitiamo questa consigliera, e tutti coloro che rappresentano i cittadini e le cittadine, ad approfondire la normativa che tutela la maternità, conquistata con dure lotte da parte delle donne e che purtroppo non è ancora così all’avanguardia come in altri paesi europei.

Riteniamo inaccettabile e inqualificabile questo atteggiamento denigratorio e discriminatorio nei confronti di una donna che si trova in un momento particolare e prezioso della propria vita familiare. Come Cgil ogni giorno contrastiamo simili comportamenti discriminatori quando accadono nei luoghi di lavoro e non possiamo tollerare che vengano accettati in un consiglio comunale che è rimasto impassibile e indifferente, sindaco compreso.

Da chi ricopre un ruolo nelle istituzioni ci si aspetta comportamenti che siano esempio per la comunità, e non al contrario offensivi, da cui prendere le distanze, come è accaduto a Dozza.

COORDINAMENTO DONNE CGIL E SPI IMOLA