Confronto serrato tra sindacati e direttori generali Ausl dell’Area vasta Emilia centro (Imola, Bologna, Ferrara)

Un confronto di oltre tre ore sul futuro anche della sanità imolese si è tenuto martedì 8 ottobre a Bologna, in sede di Area Vasta Emilia Centro (Avec) che raggruppa le realtà sanitarie di Imola, Ferrara e Bologna, tra le dirigenze delle aziende sanitarie e le organizzazioni sindacali territoriali confederali e di categoria.

All’ordine del giorno alcuni progetti (laboratorio di analisi unico, integrazione delle funzioni tecnico amministrative e integrazione logistica, 118) che puntano a razionalizzare alcuni servizi in area vasta, ma sui quali occorre monitorare le ricadute e l’efficacia.

Per il 118 si prevede una centrale unica operativa per Imola, Bologna e Ferrara, per quanto riguarda il nostro territorio già confluito nella centrale di Bologna occorrerà monitorare attentamente le ricadute sui tempi di risposta alla cittadinanza.

L’altro progetto che vedrà coinvolto il territorio imolese, entro il 2014, è il progetto del laboratorio di analisi unico sul quale la Cgil imolese ha chiesto chiarezza sui tempi di risposta alla cittadinanza, sui tempi di trasporto dei prelievi dal territorio imolese a quello bolognese e sull’organizzazione del lavoro. Per quanto riguarda il progetto amministrativo al momento il nostro territorio è escluso da questa riorganizzazione.

«Ribadiamo che progetti che modificano la nostra sanità a livello locale devono trovare una sede di confronto anche con il livello istituzionale, oggi si rimpallano le responsabilità dai politici ai dirigenti sanitari e viceversa, così non si può continuare – commentano Mirella Collina della Segreteria confederale della CGIL di Imola e Isabella Sabattani, segretaria della Funzione Pubblica Cgil di Imola – partecipanti al tavolo di confronto. Questi temi non possono essere lasciati solo alla dirigenza, ma richiedono un confronto trasparente che renda conto del rapporto benefici/costi alla cittadinanza e ai lavoratori. Non si può essere ambigui né verso la cittadinanza, né verso i lavoratori e le lavoratrici che sostengono, con il loro lavoro, la sanità del territorio. Per questo ribadiamo la richiesta di una sede di confronto con i Sindaci del Circondario per un confronto sulle proposte avanzate dai Direttori generali dell’Area Vasta che permetta realmente di salvaguardare la nostra autonomia e la qualità dei servizi da erogare alla cittadinanza».

Imola, 8 ottobre 2013