Attenti alle truffe on line, l’Antitrust multa “Italia programmi.net”

Sarà capitato a molti, nel tentativo di trovare il download del programma informatico che interessa, di imbattersi nel sito www.italia-programmi.net: scarica subito e gratis. Skype, Msn messanger, Google Chrome, Flash Player, Google Earth e tanti altri. Un servizio che invece si è presto rivelato tutt’altro che gratuito. Tratti in inganno dall’esplicitata gratuità del servizio, i numerosi utenti caduti in trappola dopo aver lanciato il download e creato il proprio account (registrando i propri dati personali) sono stati vincolati inconsapevolmente ad un contratto di abbonamento della durata di 24 mesi per la fornitura on line di prodotti softwere disponibili gratuitamente in rete, nonché al canone mensile di 8 euro da corrispondere anticipatamente per la prima annualtià (96 euro) tramite bonifico bancario su un conto corrente presso un banca di Cipro. Ma vi è di più. Oltre al danno la beffa. Nei giorni successivi alla scadenza del termine di 10 giorni per l’eventuale diritto di recesso, Estesa Limited, la società a cui fa capo Italia-programmi.net, invia al consumatore prima una lettera di sollecito di pagamento, alla quale fanno poi seguito ulteriori solleciti minatori che intimano il ricorso a forme giudiziarie di recupero del credito (che nel frattempo è lievitato, gonfiandosi delle spese per i solleciti che Estesa Limited asserisce essere in diritto di avere sostenuto). Un vero e proprio sistema, collaudato e diffuso, di raggiro e truffa. A dimostrazione di ciò, la Procura di Roma ha aperto un’indagine per truffa nei confronti di Estesa Limited e del caso se ne sono occupati l’Antitrust e tutte le associazioni dei consumatori. Il Garante della concorrenza e del mercato ha inizialmente posto in essere una dichiarazione di pratica scorretta, con successiva intimazione a pubblicizzare correttamente  le condizioni di scarico dei programmi on-line. Cosa che da qualche tempo si sta verificando. L’Antitrust ha poi concluso la propria istruttoria con la delibera del dicembre 2011 multando Estesa Limited a pagare 1,5 milioni per pratiche commerciali scorrette. Una vittoria per la tutela del consumatore che, tuttavia, deve continuare a tenere, sempre e comunque, gli occhi ben aperti.